Pesaro, una Storia di Avvicinamento al Mare, dai Somari d'un Tempo al 29 Giugno Magico

I pesaresi hanno impiegato decenni a sfatare il detto "A marèna va i sumàr!" e ad abbracciare la cultura balneare. Oggi, il 29 giugno, si festeggia l'inizio della stagione balneare con fuochi d'artificio.

Pesaro, una Storia di Avvicinamento al Mare, dai Somari d'un Tempo al 29 Giugno Magico

Pesaro, una Storia di Avvicinamento al Mare, dai Somari d'un Tempo al 29 Giugno Magico

All’inizio dei tempi la stagione balneare pesarese si apriva ufficialmente il 29 giugno, spesso anche coi fuochi d’artificio, e si chiudeva il 15 settembre. A nessuno, manco a quel pazzo di Oreste Ruggeri o di qualche altro signore pesarese, ricco quanto stravagante, sarebbe mai venuto in mente di andare a fare il bagno a maggio. Figuriamoci a un popolano. Ci sono degli splendidi manifesti d’inizio Novecento in cui, annunciando l’arrivo ufficiale dell’estate, si comunicava il ricco programma di "Concerti al liceo Rossini; Corse al trotto nel nuovo ippodromo; Nuovo teatro al Lido; Ballo allo Stabilimento Balneare" (nella foto). I pesaresi, prima chiusi dentro le mura e poi con l’aria ancora da provincialotti, ci misero decenni per sfatare il detto che "A marèna va i sumàr!". Scrive ormai classicamente il professor Antonio Brancati: "E per la verità i frequentatori della spiaggia non superavano per numero i somari costretti nel corso dell’anno a lavarsi in mare, visto che i nostri bisnonni – una volta giunti alla Barriera Rossini in fondo alla via omonima o alla Porta Sale in fondo a via Castelfidardo – si ritenevano soddisfatti di guardare da lontano l’azzurra distesa delle acque: per essi tutto sommato anche d’estate si stava meglio in piazza. Con le zone d’ombra che non sono cambiate: al mattino davanti a Palazzo Baviera, alla sera davanti al Palazzo Ducale. Furono piuttosto i signori con le loro ville a fare da avanguardie e da avamposti della città che si apriva verso la vita di spiaggia. "La lunga striscia di sabbia verso cui oggi tutti corriamo – scriveva ancora Brancati - era meta soltanto di una sparuta schiera di coloro che non diffidavano dell’utilità terapeutica della tintarella né la ritenevano marchio inconfondibile di pochi magnanimo lombi". Ma il 29 giugno era notte di magia: "a maréna c’era i fogh, sa le girandòl e el gran bot finèl". Storia lunga quella dell’avvicinamento dei pesaresi al mare: nei primi anni Sessanta del ‘900 nella spiaggia di Ponente fra il muretto e i capanni c’erano cinquanta metri di assoluto vuoto. Ma dove sono i somari d’un tempo?

f.b.