Violenza sulle donne
Violenza sulle donne

Urbania, 8 settembre 2018 - Una bambina di 12 anni chiama i Carabinieri, ha paura, è sconvolta, chiede aiuto: il padre sta picchiando con una sedia la sua mamma e non è la prima volta che la bimba, con il fratellino più piccolo, deve assistere a scene di violenza come quella. Dal 2008 una donna, di circa 40 anni, originaria del nord Africa ma da tanti anni in Italia con la famiglia, subisce i maltrattamenti, le vessazioni e le angherie del marito: l’uomo, disoccupato anch’egli sulla quarantina, è un connazionale che la picchia, addirittura con un bastone; la costringe a indossare lo chador, le controlla il cellulare, le impedisce di truccarsi, di avere contatti attraverso i social network, di avere una vita normale, le prende tutti i soldi che guadagna come badante, privandola di qualunque tipo di libertà e indipendenza.

La donna è talmente sfinita da queste violenze che non riesce a ribellarsi e a denunciare il marito: giovedì pomeriggio l’uomo la aggredisce ancora, questa volta con una sedia con cui tenta di colpirla, ed è solo grazie all’aiuto chiesto dalla figlia di 12 anni che la mamma si salva dall’ennesima violenza. «Questa è una grave vicenda di maltrattamenti in famiglia – spiega il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Urbino, Renato Puglisi –: i nostri militari del Nucleo Radio Mobile e della Stazione di Urbino sono intervenuti in un appartamento di Urbania attorno alle 19, dopo che la bambina di 12 anni chiama di nascosto alla Centrale operativa chiedendo aiuto. Sul posto, i militari capiscono che sono appena accaduti dei maltrattamenti in casa: l’uomo è agitato, la donna molto scossa, i bambini tremano. Il primo pensiero è quello di allontanare i minori e sottrarre la donna. L’uomo viene accompagnato in caserma e arrestato. I bambini e la mamma sono accompagnati nella stanza che è appena stata creata per fornire un luogo tranquillo a chi subisce violenze di questo tipo».

I militari riescono a ricostruire i soprusi e le violenze subite e mai denunciate per paura dalla donna: «Nel 2013 era stata picchiata con un bastone, c’erano diversi episodi di vessazioni, minacce, percosse, limitazioni della sua libertà, il tutto a causa della gelosia dell’uomo; tre mesi fa l’aveva presa a testate e le aveva rotto il naso, ma lei aveva mentito in ospedale e aveva detto che era caduta da sola. Nel 2008 c’era stato un intervento delle forze dell’ordine per fatti analoghi. L’uomo è stato arrestato (ndr, l’arresto è stato convalidato ieri pomeriggio) e si trova ora ai domiciliari presso conoscenti, fuori dal Comune di Urbania. E’ fondamentale che le donne denuncino tali soprusi», conclude Puglisi.

l. o.