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24 giu 2022

Piogge al di sotto del 50% rispetto alla media

Numeri impietosi, una sola precipitazione a giugno. Lo stato dei fiumi è penoso. Ma per scongiurare la crisi non è stato fatto niente

24 giu 2022
Caldo a livelli record
Caldo a livelli record
Caldo a livelli record
Caldo a livelli record
Caldo a livelli record
Caldo a livelli record

C’è stato un tempo, neppure lontano, in cui anche le estati erano discretamente piovose. Nel 2005 addirittura la stagione regalò oltre 300 millimetri di pioggia (quella che nel 2022 non è ancora caduta in 6 mesi) e i lecci di viale della Repubblica erano coperti di muschio come neanche le foreste del nord. Oggi neppure la grazia di un temporalino rinfrescante. A giugno c’è stato un solo evento piovoso (a parte la bomba d’acqua di Borgo Pace e zone limitrofe) e il mese chiuderà in pesante deficit come i precedenti. In media, siamo sotto del 40%; in alcune località dell’entroterra si arriva al 50. Qualche dato: Pesaro è a quota 230 millimetri contro 370, Urbino è a 240 contro 420, Frontone è a 580 contro 780. E all’orizzonte si vede solo… Caronte. Non sarebbero neppure dati drammatici (ci sono regioni messe peggio) se non fosse che le annate siccitose si susseguono: perché il deficit del 2022 si somma a quello del 2021 (-174 mm a Urbino, Osservatorio Serpieri), a quello del 2020 (-250 mm) e a quello del 2019 (-16).

Per trovare un anno col segno più bisogna scendere al 2018. Per non dire delle temperature, ad acuire il tutto: letteralmente esplose. Inevitabile la crisi idrica prossima ventura: "Siamo venti giorni in anticipo rispetto a quella dello scorso anno", fa capire l’ad di Marche Multiservizi Mauro Tiviroli, che paventa un’estate a forte rischio nell’approvvigionamento. MMs ha perfino riattivato i vecchi pozzi di Pesaro, ma immaginate la qualità di quell’acqua, con la falda al minimo storico e l’intrusione marina. A breve saranno riaperti i pozzi di Sant’Anna e del Burano, non c’è scampo. Servirà anche ad abbassare la temperatura dell’acqua negli invasi, sempre a rischio di esplosione algale.

Nel basso Foglia la fioritura, complici gli scarichi, è cominciata con un mese di anticipo. Paradossalmente, il piccolo fiume pesarese è quello che sta meglio. Mercatale le garantisce la linfa vitale e quest’anno l’invaso gestito dal Consorzio di bonifica è quasi pieno, grazie a una gestione previdente: al momento è pieno al 90% e contiene 5,2 milioni di metri cubi, contro i 4 dello stesso periodo del 2021. A un ritmo di un milione di metri cubi consumati al mese, tra agricoltura e deflussi, si arriva tranquilli all’autunno. Lo stato degli altri fiumi? Preoccupante, se non penoso. Per diversi di essi, già prossimi all’asciutta, tira aria di morte. Inutile dire cosa è stato fatto per scongiurare o limitare la crisi. E’ il ritornello di ogni anno: niente.

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