Il ponte di via La Marca (Fotoprint)

Pesaro, 17 agosto 2018 - Il ponte di Porta Fano, sopra via La Marca, deve essere abbattuto. Doveva ricostruirlo con inizio lavori 10 luglio 2018 la Edilbenincasa srl di Corigliano Calabro (Cosenza). La Guardia di Finanza alcune settimane fa è andata all’ufficio tecnico per chiedere cosa avesse a che fare il comune di Pesaro con la EdilBenincasa: «Abbiamo risposto alla Finanza – dice Eros Giraldi, dirigente dell’ufficio tecnico – che la ditta aveva vinto un appalto da centomila euro circa per rifare il ponte su via La Marca. Abbiamo appreso dalla Finanza che era stato arrestato l’amministratore delegato per associazione a delinquere in merito ad altri appalti pubblici in Calabria, avendo creato un cartello di imprese. Il problema è che ora siamo fermi».

Aggiunge Giraldi: «Chiederemo alla seconda arrivata (la Canghiari Costruzioni Srl di Monte Grimano Terme ndr) se vorrà prendere l’appalto con lo stesso ribasso d’asta della vincitrice». Questa se l’era aggiudicato per 93 mila euro, con un ribasso del 18 per cento. Quindi, ora il ponte rimane lì con tutti i suoi pericoli. Una perizia del 2017 ne ha messo in luce le sue magagne (ferri arrugginiti, cemento ammalorato, crepe evidenti). E’ stata firmata dallo studio 4Emme di Bolzano, dell’ingegner Settimo Martinello.

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Che ieri al telefono, ha spiegato: «Ricordo la perizia fatta insieme ai miei collaboratori per conto del Comune. Era emersa l’impossibilità di continuare a far transitare dei mezzi eccezionali per una serie di ragioni strutturali. Noi avevamo fatto la diagnosi, poi la cura da mettere in campo spettava all’amministrazione. E credo che abbiano deciso di abbatterlo e ricostruire quel tratto di 7 metri. Ma le posso aggiungere che ci sono un esercito di ponti da controllare, compresi quelli della provincia di Pesaro e Urbino. Solo recentemente ai nostri corsi ho visto ingegneri e tecnici di Pesaro. Prima non si era mai visto nessuno. Meglio tardi che mai».

L'ingegner Mario Chinni ha progettato il nuovo ponte su via La Marca: «C’è un’innegabile urgenza di farlo perché la perizia dello studio 4Emme ci dice certe cose. Intanto abbiamo sottoposto con soddisfazione a verifica anche il ponte dell’Interquartiere progettato da me. Sul resto dei ponti di Pesaro, non abbiamo avuto incarichi di perizie e sopralluoghi».

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Dunque, sui ponti che circondano la città non sappiamo niente o quasi perché non ci sono stati controlli né recenti né lontani, fatta eccezione per l’Interquartieri e sui 7 metri di ponte su via La Marca, mentre il pezzo di ponte che sovrasta via Kolbe e la ferrovia non ha finanziamenti né piani di intervento né progetti per sostituirli. «Aspettiamo i soldi del bando delle periferie» spiegano in Comune, soldi bloccati dal governo.

A proposito di politica, Giorgio Tornati, ex sindaco e parlamentare, era assessore ai lavori pubblici al tempo della scelta di costruire il cavalcaferrovia piuttosto che il sottopasso come voleva l’opposizione: «Scegliemmo il ponte – ricorda l’ex sindaco – perché il sottopasso poteva correre il pericolo di venir compromesso dal terreno molto umido percorso anche da corsi d’acqua. Il progetto venne fatto da uno studio d ingegneria di Roma ma al tempo nessuno si poneva il problema della durata dell’opera: era sottintesa la manutenzione ma la durata non era all’ordine del giorno. Solo ora ci si sta accorgendo che il cemento armato dura 50 anni ma al tempo sembrava di durata infinita. Invece la tragedia di Genova ha aperto gli occhi a tutti».