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6 lug 2022
6 lug 2022

"Porto, si può costruire: lo dice la storia"

La tesi dell’architetto Gaudenzi in merito all’area dell’ex Consorzio, oggetto di indagine per abuso edilizio: "Un quadro risponde da solo"

6 lug 2022
Una veduta del porto in un quadro che risale al XVIII secolo
Una veduta del porto in un quadro che risale al XVIII secolo
Una veduta del porto in un quadro che risale al XVIII secolo
Una veduta del porto in un quadro che risale al XVIII secolo
Una veduta del porto in un quadro che risale al XVIII secolo
Una veduta del porto in un quadro che risale al XVIII secolo

Ex militari dell’esercito israeliano, uno anche con incarichi alti: sono i titolari del fondo che ha la maggioranza delle quote nell’ex Consorzio agrario del porto assieme alla Renco e all’avvocato Paolo Tanoni. Il riferimento all’esercito israeliano non è casuale perché siamo alle porte della guerra del... Sinai. Perché la situazione è nel limbo da mesi, non ci sono ancora i rinvii a giudizio e scadono anche i permessi per costruire. Per questa ragione gli azionisti che controllano l’area stanno facendo sapere in varie sedi che sono comunque intenzionati a partire con l’edificazione. Sul piatto anche azioni legali. Insomma è finita la fase di attesa e israeliani, Renco e Tanoni vogliono partire alla controffensiva.

Nel frattempo, visto che sono state fatte considerazioni di tipo politico-urbanistico sull’area in questione, emerge un documento dell’architetto Marco Gaudenzi, che ha seguito tutte le pratiche tecnico-amministrative per il rilascio delle licenze dell edilizie dal 2013 fino al 2018. Una relazione che parte da un... dipinto datato 1760 che è esposto nella prima sala del museo Rossini, con una bella veduta del porto, per confutare tutte le valutazioni fatte dalla Procura e della Capitaneria.

"Si vede chiaramente – scrive il professionista – la schiera di abitazioni e servizi del primo quartiere fuori le mura della città ‘il quartiere porto’. Abitazioni che vennero fatte costruire dal cardinal Stoppani".

Prende proprio spunto da questo storico dipinto della città Gaudenzi per affermare: "Questo quadro da solo risponde con la qualità di Pesaro a tutte le considerazioni della Procura e della Capitaneria: 1) l’area è sempre stata destinata all’uso urbano-residenziale; 2) è la più antica area urbanizzata fuori le mura 3) è separata dall’area portuale dalla strada, la continuazione di via della Sanità, che come tutte le strade è patrimonio indisponibile del Comune; 4) in tutta la pianificazione urbanistica dai primi programmi di fabbricazione e in seguito con il Prg del 1990 e del 2000, la funzione residenziale e servizi è distinta da quella da quella industriale-cantieristica che si è sviluppata, a seguito della deviazione del fiume fuori dai canali del porto, nelle aree centrali tra porto e fiume". Una tesi quella sostenuta dall’architetto Gaudenzi che non ha margini di tentennamento: "L’immagine del dipinto è indicativa perché descrive punto per punto la situazione della città. Il fronte del porto di Pesaro, lato città, è sempre stato utilizzato a residenza, è uno dei migliori luoghi per risiedere come affaccio ambientale al porto e sulle sue attività e questo lo sapevano allora e lo sappiamo da sempre noi cittadini anche oggi". Sul punto che l’area deve essere finalizzata solo per fini legati alle attività portuali, il professionista afferma: "Nell’area dell’ex consorzio tra l’altro se si dovesse fare un cantiere sarebbe assolutamente impossibile per legge perché è una categoria di attività ammissibile solo nelle aree centrali, come stabilito nel Prg del ’90 e anche nel 2000 a cui si riferisce la norma che secondo la Capitaneria avrebbero dovuto applicare di loro iniziativa gli attuali e inconsapevoli imputati". Nel documento si ritorna poi sulle delibere prese in consiglio comunale e quindi su tuti i passaggi che ha avuto l’iter, con tanto di assenso della Capitaneria.

m.g.

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