Giulia Antonioli, residente, testimone del disservizio
Giulia Antonioli, residente, testimone del disservizio

Gradara (Pesaro e Urbino), 17 gennaio 2019 - A Gradara, purtroppo, va i moda il «Postino fai da te», cioé quello fatto direttamente dai cittadini che invece di rassegnarsi al disservizio subito, quando possono si danno una mano, recapitando le missive di altri avute nella propria buca – raccomandate, lettere, avvisi – al giusto destinatario. «Ultimamente la consegna della posta è un caos assoluto – spiega Giulia Antonioli, residente a Gradara da dieci anni, in una zona tra il centro storico e Santo Stefano –. Come me siamo in tanti a ricevere posta di altre persone. All’inizio abbiamo pensato a episodi sporadici: dopo mesi di errori, è diventato un problema concreto per molti».

Tanto che in questo caso, i tanto vituperati social sono diventati strategici. «E’ vero: a Gradara è più semplice farlo perché è una dimensione ridotta – conferma Antonioli –. Sta di fatto che io e altri ci siamo ritrovati a fare annunci pubblici per vedere di rintracciare il destinatario effettivo della posta che erroneamente ci ritroviamo nella cassetta». A leggere i messaggi sui social, in effetti, di segnalazioni ce ne sono diverse e se non fosse che per posta possono arrivare comunicazioni importanti, in grado di cambiare la vita delle persone, la faccenda avrebbe anche dei lati comici. Infatti il «Postino fai da te» è tutto un girare di messaggi del tipo: «Ho ricevuto la posta del tal dei tali: chi loconosce?».

«Lo conosco, abita sotto casa mia, lo avverto perché passi da te a prendersi la sua lettera». Oppure. «Se qualcuno nella posta trova le mie bollette me le puó anche pagare? Non vorrei mi staccassero la luce...». Fino alla testimonianza di chi deve sempre chiamare le società collegate alle proprie utenze perché non riceve le bollette, mentre per le raccomandate «lasciamo stare – sbotta qualcuno – il postino non suona nemmeno più». «In molti abbiamo segnalato il fenomeno – spiega Antonioli –, ma più che dirlo alla direttrice dell’Ufficio postale non siamo riusciti. Perché ai numeri di telefono avuti per reclamare, compresi sede centrale e sede di via dei Cacciatori, non abbiamo avuto risposta. Come deve fare un cittadino per ottenere rispetto?».

Anche perché «dopo un paio di mesi con questo problema cominciamo ad essere stufi – continua Antonioli –. Potrei portare i miei esempi. Intanto sto aspettando, da metà dicembre, la lettera dell’amministrazione comunale per dei lavori che devo fare. Sono passata in Comune e mi hanno fatto vedere che mi hanno spedito la raccomandata, mi chiedo perché ancora non sia arrivata. Del resto qualche mese prima la raccomandata che aspettavo e che davo per persa c’ha messo 20 giorni per essermi recapitata. Ma tra noi c’è chi aspetta anche notizie derivanti da prestazioni sanitarie. Insomma la posta è un servizio importante e anche se il servizio è stato riorganizzato è necessario garantire la consegna in tempi utili e dignitosi». Tra le segnalazioni fatte dai gradaresi anche il fatto che i correntisti il postamat promesso lo aspettano dal 2017; all’ufficio postale, passato da tre dipendenti ad uno soltanto, la fila è impegnativa e snervante. Solidea Vitali Rosati