Prof fa sesso durante la lezione online
Prof fa sesso durante la lezione online

Urbino, 15 gennaio 2021 - Quanto può essere devastante la famigerata Dad, la didattica a distanza, al centro di polemiche e critiche da tempo? Purtroppo questa forma di insegnamento, cui la pandemia ha costretto molti docenti e studenti, può fare più danni di quello che si preveda, soprattutto se non si è almeno un po’ esperti d’informatica: lo sa, ormai, un docente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino che durante una lezione in video conferenza con gli studenti, pensando che la telecamera del suo computer fosse staccata, si è lasciato andare ad atti sessuali con un’altra persona. La conseguenza immediata: dopo lo sbigottimento degli studenti, le dimissioni del docente, stimato accademico.

AGGIORNAMENTO Prof a luci rosse Urbino, solidarietà dopo la bufera

L’incidente è accaduto prima delle vacanze di Natale: il professore era collegato, via internet, con i suoi studenti per una lezione in Dad; durante la lezione ha inserito un video a completamento dell’argomento spiegato e pensava di non essere più inquadrato dalla telecamera; invece i ragazzi, erano pochi in realtà i partecipanti al corso, hanno visto il docente compiere in diretta atti sessuali con un’altra persona, in casa sua. Alcuni sono rimasti esterrefatti e impressionati. La vicenda è stata immediatamente riportata al direttore dell’Accademia di Belle Arti, Luca Cesari, che ha convocato il docente: il passo successivo sono state le dimissioni da parte dell’accademico, che ha inviato anche una lettera agli studenti per esprimere il suo profondo rammarico. 

Hacker nella lezione online: insulti e minacce di morte


«Premesso che parliamo di una figura di critico, curatore e protagonista del mondo delle arti che tutti conosciamo, ed è un professore ottimo, anche molto seguito, vorrei dire amato, certamente rispettato dagli studenti, quel che è accaduto durante una sua lezione rappresenta un episodio molto grave nel contesto, ossia nell’ambito in cui ha avuto luogo – dice Cesari in una nota –. Ogni commento in aggiunta mi pare del tutto inutile, ridondante. La reazione della direzione non poteva essere diversa da quella che è stata. Da un lato abbiamo sùbito incontrato gli studenti per ascoltare, al riguardo, i loro sentimenti molto combattuti, per nulla elaborati. Di seguito abbiamo convocato il professore il quale ha perfettamente compreso la posizione degli allievi e della Istituzione, rassegnando spontaneamente e consapevolmente le dimissioni.

Nel far ciò ha desiderato rivolgere agli studenti una lettera particolarmente sentita di saluto e di congedo. La stima e l’amicizia che personalmente nutro per il docente non è mutata di un punto. Ma tengo a specificare che la sua vita e la vita artistica, didattica, culturale dell’Accademia di Urbino devono essere ben distinte. Si tratta di una perdita dolorosa per noi, per i colleghi, per chi frequenta i suoi corsi. Vorrei tuttavia ricordare quanto ho già riferito agli studenti per aiutare loro a elaborare lo stato di confusione; si tratta di una riflessione di Hegel su chi commette un grave errore: ricordare costui solo per quell’errore significa “distruggere tutto quello che ha fatto nella sua vita“, per ridurlo alla casualità di quell’errore».

"Mi scuso con i ragazzi e con la scuola"

La voce è tremolante. I toni delle risposte sono quelli di uno che si vede improvvisamente crollare il mondo addosso perché un suo atto sessuale è finito in diretta sui computer dei suoi studenti. Il tutto è avvenuto nel corso della più classica delle lezioni online. L’uomo finito nel gorgo di questo scandalo è di fuori provincia, molto apprezzato da noi per la sua attività, tra cui proprio l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Lezioni seguitissime quelle del docente e molto partecipate. Ora purtroppo bruscamente interrotte per le inevitabili dimissioni conseguenti alla vicenda a luci rosse.
Lui risponde al telefono, anche perché pensava che il rapporto sessuale avvenuto in diretta davanti agli occhi increduli degli studenti, fosse finito nel dimenticatoio.
Professore, a quando risale la vicenda?
«A oltre un mese fa, era l’8 dicembre – racconta – e per questa ragione ho rassegnato le dimissioni dall’Accademia urbinate motivandole con le “ragioni personali“».
Sì ma adesso la storia sta diventando pubblica. Lei come si giustifica?
«Naturalmente mi scuso con tutti gli studenti ed anche con la scuola, perché tutto pensavo tranne che potessi essere visto in diretta. La persona che era con me non la vedevo da diversi mesi per colpa della pandemia. Una lontananza che pesava perché il nostro è un rapporto stabile».
Ma non si è accorto che le immagini del suo rapporto stavano apparendo sui monitor dei suoi allievi? Insomma tutto in diretta.
«Assolutamente no, perché altrimenti non mi sarei mai permesso una cosa del genere. Cosa mai avvenuta prima e che mai più avverrà. Di quanto successo sono estremamente addolorato. Non pensavo che questa storia potesse diventare pubblica, anche perché appunto risale a più di un mese fa».
Quale è stata la dinamica?
«Stavo tenendo questa lezione e stavo passando dei filmati di autori moderni quando è entrata a casa mia una persona a me molto cara, al centro di un rapporto stabile, che non vedevo da molti mesi per colpa della pandemia».
Quindi?
«Convinto che i ragazzi fossero impegnati a seguire i filmati e la lezione, ci siamo lasciati andare. Ho ceduto. Vorrei essere giudicato sotto il profilo umano perché non sono un perverso e neanche un esibizionista. E per questa ragione subito dopo l’episodio ho presentato le dimissioni alla direzione dell’istituto urbinate. Vorrei essere compreso e non giudicato per quanto accaduto nel corso di quella mattinata».