Il professore arrestato mentre viene portato via dalla questura per essere condotto in carcere
Il professore arrestato mentre viene portato via dalla questura per essere condotto in carcere

Pesaro, 1 febbraio 2018 - Dopo l'arresto effettuato dagli agenti della Questura di Rimini, parla la moglie del professore di una scuola superiore di Riccione accusato di atti sessuali consumati con una studentessa minorenne. L’insegnante, 46 anni, di Pesaro, era stato fermato dalla polizia lungo il percorso per raggiungere l’istituto. La vicenda era venuta alla luce dopo che alcune madri erano entrate in possesso di un file audio con richieste esplicite compromettenti, che circolavano da un telefono all’altro. La quindicenne, da parte sua, non ha mai negato di aver avuto una relazione con il professore, in una audizione protetta avrebbe fornito dettagli intimi. Sostiene di essere stata lei a iniziare la conversazione e ad avvicinare il docente, prima con messaggi sui social network e poi in maniera più diretta, come fosse una cotta adolescenziale.

SIGNORA, lei crede alle accuse contro suo marito?
«No, ho ancora fiducia in lui». 
Cosa vi ha detto? 
«Di non aver toccato quella ragazzina». 
Il messaggio vocale che le ha inviato cos’era?
«Un momento così».
Suo marito temeva di essere arrestato?
«No, è partito tranquillo da casa per andare a scuola. Non aveva nessuna sensazione che sarebbe stato arrestato e nemmeno noi. Quando l’ho visto in foto, con a fianco gli agenti di polizia, che colpo. Spero che non gli abbiano messo le manette»
Lei conosce questa ragazza di 15 anni che racconta di aver fatto molte cose con suo marito?
«Si è insinuata in casa nostra tempestando di messaggi e di mi piace sui social nostro figlio fino al punto di entrare in casa». 
Non le piaceva?
«Non voglio dire niente su di lei se non che deve lasciarci in pace».

Perché cosa sta facendo ora?
«Sta ancora inviando messaggini a mio figlio, e lo ha fatto fino a pochi giorni fa».
Che cosa chiede?
«Non voglio dire niente che è meglio».
Come ha parlato suo marito del rapporto con la ragazza?
«Ha giurato di non averla toccata. E io, fino a prova contraria, gli credo». 
Ma inviare ad una alunna un messaggio vocale di quel tipo come lo ha spiegato?
«Che era stato trascinato. Ha giurato di averla supplicata continuamente di lasciarlo in pace, di non provocarlo, di stare lontana. Ma lei è entrata in casa nostra cercando di conoscere mio figlio»
E’ andata a trovare suo marito in carcere?
«No, ora sono andati gli avvocati e saranno loro a dirci cosa dobbiamo fare». 
E’ difficile in una città come Pesaro sostenere gli sguardi?
«No, io e i miei figli non abbiamo niente di cui vergognarci, siamo sereni e facciamo tutto quello che facevamo la settimana scorsa». 
Cosa ha chiesto a suo marito?
«Di essere sincero, di dirci tutto quello che è successo».
Che padre è per i suoi figli?
«Meraviglioso, attaccatissimo, amatissimo». 
Non teme di dover avere delusioni?
«Spero che la giustizia ascolti e valuti bene le parole di tutti». 
Lei ha parlato con qualcuno della scuola di Riccione?
«No, con nessuno». 
Aveva mai avuto problemi suo marito in passato con altre allieve o si è dovuto difendere da calunnie o voci? 
«Assolutamente no, è sempre stato un ottimo insegnante, appassionato del suo mestiere senza mai alcun problema. Andava fiero della sua professione ed era molto ben inserito nella scuola di Riccione dove era benvoluto». 
Quando è scoppiato il caso, che cosa ha pensato?
«Che si sarebbe chiarito tutto in pochi giorni e in fretta». 
Invece è andata diversamente.
«Ma ho fiducia che le parole di mio marito trovino conferme. Aspetto l’interrogatorio di domani, quello sarà un momento determinante». 
Lei lo vorrebbe a casa, magari agli arresti domiciliari?
«Certo, perché non dovrei credere a quello che mi dice? Aspettiamo che l’indagine accerti tutto ma io ho fiducia in mio marito e nella persona che conosco da oltre 25 anni».