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19 apr 2022

Pesaro, profumo di accoglienza al Parco Miralfiore

Il polmone verde cittadino si è animato di persone e di storie grazie all’iniziativa che i rifugiati ucraini hanno organizzato con i volontari per la Pasquetta

Il Parco Miralfiore si popola di storia, oltre che di persone, per la Pasquetta aperta ai pesaresi che i rifugiati ucraini hanno organizzato grazie ai volontari. Sono oltre un centinaio ad apparecchiare sul prato fiorito. Sara e Roberto, del Banco alimentare, hanno portato, tra l’altro, i salumi e la porchetta offerti dal norcino Roberto Alessi di Villa Ceccolini: "Noi del banco siamo attivi grazie alla generosità di chi ogni giorno dona qualcosa", dice Sara. Come donare cibo? Basta chiamarla al 370 3265555: "Abbiamo un servizio il City-cibo, e ogni giorno passano nelle varie attività e distribuiscono", spiega suo marito Roberto.

Valeria, altra volontaria, è arrivata con la crescia di Pasqua. Nella sua casa sono passate ventitré persone, "tutte provenienti dall’Ucraina e che abbiamo aiutato a trovare una sistemazione. Ne sono rimaste tre, una ragazza e una mamma con una bimba, che stanno aspettando un appartamento". Erminia Borzì ha liberato il suo per donarlo a una mamma con la sua bambina. Tatiana, titolare di una enoteca, ha portato il vino per tutti. E’ russa e aiuta gli ucraini a sbrigare le pratiche burocratiche, li accompagna negli uffici e si adopera per loro. Anche, a volte, con imprevisti: un paio di giorni fa infatti è stata aggredita verbalmente da alcuni ucraini in fila che l’hanno sentita parlare russo, ma per lei nulla di grave. "No – dice – li capisco, in questo momento certe reazioni si possono comprendere, io non ci faccio caso, cerco di aiutare come posso queste persone scappate dalla guerra, la loro tragedia è la nostra, siamo tutti fratelli".

Vicino a lei Michele Mariella, professione avvocato, che assieme ad altri volontari ha portato in salvo settantadue persone, di cui una ventina rimaste a Pesaro, facendo la spola tra l’Italia e le zone di guerra: "E’stata una impresa possibile grazie alla generosità dei volontari". In una parte della sua casa abita ora una famiglia ucraina e lui si autotassa, aiutato anche da associazioni come la Gulliver. Michele ha avviato una raccolta fondi per l’Ucraina il cui denaro serve, dice, "per la prima accoglienza dei profughi e per contribuire al loro sostentamento. Si può fare un bonifico a questo numero di conto: 55000100000186418 codice Iban: IT39Z0306909606100000186418 oppure telefonando al 342 6251253".

Nel frattempo sono stati anche organizzati corsi di italiano per permettere ai profughi di integrarsi: "Una cinquantina sono in presenza – spiega Anastasia, volontaria ucraina che coordina il servizio – ma ce ne sono anche altri fuori". Olesia è a Pesaro da anni dove lavora come estetista e si è offerta come interprete. E’ lei che aggiorna il flusso di profughi: "Stanno arrivando altre persone, proprio ieri una ragazza minorenne scappata che ha raggiunto i parenti".

Ljudmila accarezza la sua bimba e chiama in causa di nuovo Tatiana, la russa pesarese ringraziandola: girava disorientata in un supermercato ed è stata aiutata proprio da Tatiana che le si è avvicinata chiedendole se avesse bisogno di qualcosa. Da allora le è sempre stata accanto. Ljudmila viene da una città ai confini con la Bielorussia, "un’altra Mariupol – dice – dove è stato distrutto tutto. Mi sento ancora con la mia famiglia e mi dicono che il peggio deve ancora arrivare". Ci sono anche volti persi: due adolescenti con lo sguardo nel vuoto, emaciati, provati dal viaggio e assenti. Cerca di ridare loro un sorriso Elisabetta, una bambina bionda ucraina ma nata a Pesaro: "La guerra finirà".

Davide Eusebi

© Riproduzione riservata

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