Il dottor Stefano Loffreda, primario del pronto soccorso di Pesaro (Fotoprint)
Il dottor Stefano Loffreda, primario del pronto soccorso di Pesaro (Fotoprint)

Pesaro, 11 luglio 2019 - Un temporale più forte del solito e il pronto soccorso di Pesaro è andato subito sott’acqua: «Martedì abbiamo avuto un’emergenza vera – racconta il dottor Stefano Loffreda, primario sia a Pesaro che a Fano – ci siamo accorti improvvisamente che usciva acqua dal muro dell’ospedale. Non avevamo armi per arginare l’allagamento. In pochi minuti ci siamo ritrovati con 5 o 6 centimetri d’acqua in quasi tutte le stanze. Ci siamo attrezzati con stracci e secchi per raccogliere l’acqua perché altrimenti sarebbe stata la paralisi del servizio. Per fortuna che il temporale si è fermato in tempi rapidi altrimenti dovevamo mandare via la gente. Tutto questo per colpa delle cole o meglio dei pluviali discendenti che dal tetto portano l’acqua nei tombini. L’ingegnere o chi per lui che li ha progettati ha pensato di inserirli all’interno del muro perimetrale e non all’esterno collegandoli con i tombini. Quando questi si sono intasati, ecco che l’acqua tornava all’indietro fino a penetrare nel muro del pronto soccorso da dove usciva come se fosse stato un rubinetto. E’ successo l’incredibile. Mi chiedo come ha potuto prendere una laurea in ingegneria colui che ha progettato di mettere all’interno dei muri il tubo che raccoglie l’acqua piovana dal tetto. E’ semplicemente pazzesco. Se un errore del genere lo avesse fatto un medico, sarebbe stato cacciato se non peggio. Mi chiedo se i vertici ospedalieri possano tollerare il rischio di mandare sott’acqua il pronto soccorso di Pesaro e anche quello di Fano per colpa soprattutto dei pluviali messi dentro i muri. Adesso ci dicano se ad ogni temporale dobbiamo stare pronti con i secchi e con gli stracci. Tra l’altro, nessuno ci ha aiutato a togliere quei 5 o 6 centimetri dai laboratori e dagli ambulatori del pronto soccorso».

Anche a Urbino è entrata molta acqua piovana all’interno dell’ospedale. Ma qui è passata direttamente dall’ingresso dove è stata posta una comoda porta girevole che con l’acqua che entrava era diventata una specie di pala di battello che alimentava l’accesso di acqua all’ingresso. Tutto perché i tombini non ricevevano più ma soprattutto per un evidente errore di pendenza della pavimentazione. Invece di orientarla verso l’esterno, la pendenza va verso l’ingresso dell’ospedale. Con la conseguenza che al primo intasamento dei tombini, l’acqua si dirige verso la porta girevole dell’ingresso con scroscio nei piani seminterrati. I dirigenti ospedalieri hanno spiegato che nessun macchinario si è rotto. «Ci sono stati solo disagi» hanno detto.

ro.da.