AL CINEMA Haley Joel Osment e Bruce Willis, piccolo paziente e psicologo  nel film thriller del 1999  ‘Il sesto senso’
AL CINEMA Haley Joel Osment e Bruce Willis, piccolo paziente e psicologo nel film thriller del 1999 ‘Il sesto senso’

Pesaro, 15 novembre 2017 - È accusato di aver violentato un suo paziente di 13 anni. Abusi sessuali che la vittima stessa, oggi ventenne, ha trovato il coraggio di denunciare a distanza di anni da quelle ‘manipolazioni’ che nulla avrebbero avuto a che fare con la terapia. Alla sbarra è finito lo psichiatra, un 45enne originario di Caltanissetta ma residente a Fano, e iscritto a quanto risulta dalle ultime indicazioni all’ordine dei medici della provincia di Macerata, con studi in mezza Italia e anche consulente per il Tribunale di Rimini. È stato rinviato a giudizio dal gup di Pesaro Lorena Mussoni per violenza sessuale aggravata.

Ma per un’inchiesta che approda a processo, un’altra è ancora in piedi e sempre alla Procura di Pesaro. I reati ipotizzati: tentata estorsione e truffa. Accuse che, in questo caso, sarebbero state mosse da una collega psichiatra. Il fascicolo è sul tavolo del pm Maria Letizia Fucci. L’imputato, difeso dall’avvocato Chiara Cecchini, non era presente in aula. Sembra che sia a Londra.

Fino ad ora, non si è mai difeso nel procedimento. Non si era presentato neppure all’invito a comparire che gli aveva notificato il pm Giovanni Narbone durante le indagini.

Ma lo psichiatra non è rimasto con le mani in mano. Nel frattempo ha fatto partire denunce contro tutti gli inquirenti che si sono occupati di lui, dai magistrati pesaresi a quelli anconetani, passando per la polizia giudiziaria. Abuso d’ufficio, calunnia, frode processuale e persino stalking, le ipotesi di reato arrivate alla Procura dell’Aquila. Che ha chiesto l’archiviazione. Ma il legale abruzzese dello psichiatra, l’avvocato Carlotta Ludovici, ha presentato opposizione. «Riteniamo – ha detto – che le attività di indagine siano state fatte in modo illecito».​ La decisione del gip aquilano è attesta per fine novembre.

In aula era presente la vittima, che, con il suo avvocato Stefano Caroli di Rimini, si è costituita parte civile. È stato il ragazzo, a distanza di anni, a far aprire il caso. A prendere consapevolezza che quello che succedeva nello studio del professionista, ma anche in auto e in altri posti, non era una terapia, ma abusi veri e propri.

È il 2011 quando il pesarese, allora 13enne, viene mandato dallo psichiatra dai suoi genitori, preoccupati per la sua timidezza eccessiva. Conoscevano il medico e si fidavano. Durante le sedute, l'uomo avrebbe cominciato a dirgli che il suo malessere sarebbe dipeso dalla non accettazione della sua omosessualità.

Avrebbe preso così a manifestargli attenzioni sempre più intime. Prima baci, poi palpeggiamenti, infine rapporti sessuali. Rapporti a cui il ragazzino ha anche provato a sottrarsi. Purtroppo è riuscito a sfuggire a quell’incubo solo anni dopo, quando ha capito di essere attratto dalle ragazze. Racconta tutto ai genitori e scatta la denuncia. Gli inquirenti sequestrano pc e telefoni in varie parti d’Italia in cui lo psichiatra ha studi o domicilio, dalla Sicilia fino al lago di Garda, nella casa del suo compagno.