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24 lug 2022
24 lug 2022

Quale Pisaurum? Greci fummo

24 lug 2022

A parte lo scioglilingua, nessun particolare fremito di novità quando la Vuelle annuncia l’arrivo di un giocatore greco che si chiama Vasilis Charalampapopoulos, meno male per noi detto amichevolmente "Chara". Come ci insegnavano a scuola i greci sono all’inizio di ogni nostra storia, così come anche in quella del basket pesarese. Basta solo la pazienza di risalire un po’ indietro ed ecco che salta fuori l’ellenico che già nel nome e cognome riecheggia la grande madrepatria: Phedon Matheu (nella foto), campione olimpico di canottaggio, due braccia come due tronchi, un viso da maschera tragica del teatro di Siracusa un ginocchio che fa acqua anche da fasciato, un duro che non lo sposti manco col carro armato, capace di lanci in contropiede come fiondate di un antico oplìta che se le becchi in faccia ci rimetti qualche dente come alle Termopili. L’annata è il 1957-1958, seconda stagione al Palas di viale dei Partigiani, sulle maglie pesaresi sta scritto Benelli. La scheda tecnica di Phedon è smilza: centro che non salta, già avanti con gli anni, arriva a Pesaro da Varese, verso cui rivendica, sostiene lui, un credito non onorato. Il fato greco gli offre un’ultima chance, nella partita di campionato a Varese capita inaspettatamente che Benelli Pesaro e Storm Varese siano in parità a pochi secondi dalla fine, con un tiro libero a favore dei pesaresi. Lo tira Phedon nei panni del vendicatore: non becca manco il ferro del canestro e Pesaro perde di un punto. Dopo 65 anni, il primo greco non si scorda mai, memori di tiepide notti primaverili, con la luna accesa e solinga sulla Chiusa di Ginestreto, con la fabbrica di Scavolini ancora nella mente bambina di Valter ed Elvino allora a far casse per l’uva a Santa Veneranda. Eccoli là da Gigi "Patenta", il tempio sempre aperto: "Aido" Fava gli rimbocca il secondo bicchiere di rosso, Phedon lo alza come coppa degli dei e con voce che non sbaglia intona "L’aurora di bianco vestita, già l’uscio dischiude al gran sooool … metti anche tu la veste bianca e schiudi l’uscio al tuo cantoooor!". E tutti giù a commuoversi e a farsi un altra bevuta. Kalos! Grecia, nostra patria comune.

f.b.

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