ROBERTO DAMIANI
Cronaca

Ramadani, una bomba innescata Non ha mai avuto la patente E il giudice dissequestrò la Bmw

Sultan evitava sistematicamente le forze dell’ordine gettandosi in strada a velocità folle. Lo ha fatto a Gabicce, a Fano, a Pesaro fino alla tragedia dell’altro ieri. Lo sapevano tutti.

Ramadani, una bomba innescata  Non ha mai avuto la patente  E il giudice dissequestrò la Bmw

Ramadani, una bomba innescata Non ha mai avuto la patente E il giudice dissequestrò la Bmw

di Roberto Damiani

Sultan Ramadani sfidava la morte ogni giorno. Prendeva la Bmw 420 xdrive da 190 cavalli intestata alla madre di 57 anni (senza patente) sapendo di non poterlo fare. Lui non aveva mai avuto la patente di guida. Eppure nessuno in casa lo ha fermato. Ci pensavano ogni tanto gli agenti di polizia che lo incrociavano. Ad agosto 2021, ad un controllo a Gabicce mentre era in auto con un amico, ha mostrato alla polizia municipale una patente falsa macedone. Denunciato. A marzo 2022, altra denuncia per guida senza patente sempre a Gabicce. Ma due giorni prima era sfuggito alla polizia locale di Fano. Poi un’altra fuga a Pesaro. Il primo aprile di quest’anno inoltre, è stato intercettato a Gradara con inseguimento fino a Gabicce mare dove comunque era riuscito a fuggire imboccando la statale verso Pesaro a velocità folle. Solo che gli agenti avevano preso la targa riconoscendolo alla guida.

Così gli agenti di Sant’Angelo in Vado hanno poi notificato il sequestro amministrativo della macchina a casa della famiglia Ramadani. Era l’atto necessario per arrivare alla confisca e alla vendita della vettura, ma c’è stato un colpo di scena. Il giudice di pace di Urbino Paola Morosi, il 15 maggio scorso. ha dissequestrato l’auto su ricorso del legale della famiglia ancor prima di discutere la causa nel merito. Il presupposto è stato questo: l’auto era intestata alla madre di Sultan. Quindi, il fatto che la usasse in continuazione il figlio mettendo a repentaglio la vita anche degli altri, come testimoniavano la serie di denunce per guida senza patente, non ha pesato sulla decisione.

L’avvocato Sergio Dini di Fermignano è il legale della famiglia Ramadani. Al telefono dice: "Sapevo che Sultan non aveva la patente ma ho combattuto un mese fa davanti al giudice di pace di Urbino per ridare la Bmw 420 alla madre, la proprietaria del mezzo. La famiglia mi ha affidato quell’incarico perché mi diceva che a loro serviva l’auto, confiscata dalla polizia locale, per andare a curarsi. E io ho anche litigato in punta di diritto con la prefettura e i vigili urbani per far dissequestrare quella macchina che era già stata venduta dalla prefettura in quanto confiscata. Ho convinto il giudice Morosi, anche fuori il tempo massimo dei 90 giorni, a riottenerla, facendo annullare l’atto di vendita. Indirettamente ho contribuito alla tragedia anche se ho fatto solo l’avvocato". Sergio Dini poi aggiunge: "Io penso al figlio di 5 anni rimasto orfano di quella povera ragazza travolta e uccisa dall’auto di Ramadani. Ha l’età di uno dei miei bambini. Non riesco a non pensarci. Se un’auto deve essere bloccata perché non si è proceduto col sequestro penale visto che continuava ad esser usata per commettere reati? In quel modo, non sarebbe stato possibile riavere la macchina. Inoltre non è arrivata al giudice la contestazione alla madre dell’incauto affidamento della macchina al figlio. Ricordo bene, quando venne riconsegnata l’auto, di aver fatto promettere a Sultan di non prendere la macchina e di lasciarla chiusa in garage. La madre mi aveva assicurato che il figlio non l’avrebbe presa. Invece ha fatto quello che voleva causando la tragedia".

Il provvedimento della giudice Morosi era accompagnato anche da una postilla. Che l’auto non poteva essere venduta fino alla definizione della causa. Non era certo questo a poter fermare Sultan Ramadani. Il quale il 14 giugno scorso ha messo in vendita sul mercatino social di Riccione la Bmw chiedendo 21.500 euro. Aveva 136mila chilometri. Non è difficile immaginare chi li avesse percorsi.