Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
27 mag 2022

Revocato l’appalto per la videosorveglianza Ditta chiede 300mila euro di danni al Comune

27 mag 2022

Chiede quasi 300mila euro di danni. E per ottenerli ha trascinato il Comune di Pesaro davanti al Tribunale civile. Si tratta della società Sagredo Engineering srl, che ha sede a Roma, a cui, circa tre anni fa, l’amministrazione pesarese aveva dato l’appalto "per la fornitura e l’installazione – si legge nella determina pubblicata sul sito del Comune – di materiali necessari all’estensione e ammodernamento del sistema di videosorveglianza urbana e del sistema automatico di lettura targhe". Un’operazione di restyling degli occhi elettronici sulla città a cui partecipavano anche altre società appaltanti. Il contratto con la ditta romana però ha vita breve. Il Comune lamenta diverse inadempienze da parte della Sagredo e così il Servizio lavori pubblici (con la determinazione numero 558 del 27 marzo 2020) dispone la risoluzione dell’accordo. Ma la Sagredo non sta con le mani in mano di fronte a quel contratto stracciato. È convinta di essere nel giusto e che si stava muovendo nel rispetto dell’accordo. E quindi ritiene di essere stata danneggiata dalla revoca dell’appalto. Così, assistita dagli avvocati Luca Tozzi e Salvatore Zaza del foro di Napoli, ha deciso di citare a giudizio il Comune per "far dichiarare la nullità. Illegittimità ovvero inefficacia" di quella risoluzione. E monetizza il danno subito in quasi 300mila euro, per la precisione 285mila 340,99. I legali del Comune, gli avvocati Isabella Gattini e Mariangela Bressanelli, si sono costituite in giudizio per opporsi alla pretesa risarcitoria.

E non solo. Hanno rilanciato mettendo sul piatto il proprio conto, ritenendo che sia in realtà l’amministrazione la vittima della situazione che si è venuta a creare in seguito all’inadempimento della Sagredo. Da qui, la richiesta di risarcimento dei danni subiti in conseguenza della risoluzione contrattuale. L’ammontare però non è stato ancora indicato. Ma siamo ancora alle prime schermaglie. La data del processo deve ancora essere fissata. Lo scontro si sposterà a breve in aula, davanti al giudice del Tribunale civile, il quale dovrà valutare la fondatezza delle opposte rivendicazioni.

e. ros.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?