A fine estate partirà la nuova bonifica dell’ex Amga, che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe trasformare il sito in un parco pubblico. Sono passati oltre due anni (era aprile 2018) da quando l’Iss (Istituto superiore di sanità) ha invitato il Comune a cambiare tipo di bonifica perché la precedente non aveva ottenuto il risultato sperato: il terreno era ancora inquinato. E aveva consigliato un risanamento con metodi biologici, ovvero con la piantumazione di alberi che nel lungo periodo, interagendo con i microrganismi del suolo, dovrebbe sanare in maniera...

A fine estate partirà la nuova bonifica dell’ex Amga, che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe trasformare il sito in un parco pubblico. Sono passati oltre due anni (era aprile 2018) da quando l’Iss (Istituto superiore di sanità) ha invitato il Comune a cambiare tipo di bonifica perché la precedente non aveva ottenuto il risultato sperato: il terreno era ancora inquinato. E aveva consigliato un risanamento con metodi biologici, ovvero con la piantumazione di alberi che nel lungo periodo, interagendo con i microrganismi del suolo, dovrebbe sanare in maniera definitiva il terreno. Ci sono voluti due anni per concludere l’iter progettuale e autorizzativo, che ha interessato più soggetti. D’altronde, la velocità non è mai stata protagonista di questa vicenda: l’inquinamento è emerso oltre dieci anni fa e non è ancora risolto. Ogni tanto, però, si fa qualche passo in avanti. Stando alla scaletta comunicata dall’assessore Heidi Morotti, la nuova bonifica si articolerà in tre step. Innanzitutto, si procederà alla pulizia dell’area e alla realizzazione di quelle opere civili necessarie allo svolgimento dell’intervento (rampa d’accesso, recinzioni, gabbionate perimetrali). In contemporanea, sarà realizzato anche il fito-lago. Poi, entro la fine dell’anno, si passerà alla piantumazione di tutte le specie vegetali non in trincea, verrà realizzato l’impianto di irrigazione e quello delle linee elettriche. Infine, in primavera, si concluderà con l’inoculo dei terreni, l’apertura e il reinterro delle trincee e la piantumazione della rimanente vegetazione. "Entro un anno, quindi, tutto dovrebbe essere concluso", sostiene l’assessore Morotti. Le piante, però, devono lavorare almeno un anno per sanare il terreno, che fino ad allora non può essere calpestato. Quindi, il parco vedrà la luce (privati permettendo) nel 2022. "Tutta quest’area, una volta che sarà piantumata e sistemata, sarà mantenuta anche grazie alla presenza di un laghetto che verrà realizzato con le acque della falda purificata – riferisce l’assessore –. Vi troveranno spazio più di 20 specie verdi e 500 piante, di cui 200 alberi, arbusti di medie e piccole dimensioni ed erbacce permanenti. Un’operazione importante per la città che avrà un nuovo spazio verde, un contributo essenziale contro l’inquinamento e la lotta alla Co2".

Nello specifico, l’azione di bonifica si svolgerà su due binari: il Bioaugmentation, ovvero l’addizione di microorganismi selezionati dal sito e specializzati nella biodegradazione dei contaminanti target, e il Phytoremediation, cioè l’utilizzo dei processi metabolici e fisiologici caratteristici delle piante per contenere, eliminare o ridurre, al di sotto di valori di concentrazione stabiliti dalla legge, la presenza nell’ambiente di alcune sostanze organiche e inorganiche classificate come pericolose.

Patrizia Bartolucci