Pesaro, il luogo della rissa
Pesaro, il luogo della rissa

Pesaro, 16 giugno 2019 - Pomeriggio movimentato, ieri, in via XIV maggio, sotto il Cavalcaferrovia. Dove, per un debito di droga, sono volate anche bottiglie di vetro. Tutto è iniziato intorno alle 17.10. Quando si è consumata una lite violenta tra un ragazzo di colore e una coppia, formata da un altro giovane di colore e una ragazza italiana. Tutti poco più che maggiorenni. Sembrerebbe che la coppia avesse un debito nei confronti del ragazzo di colore, per sostanze stupefacenti acquistate in precedenza. E lo spacciatore, che pretendeva di essere pagato, non avendo ancora ricevuto nulla, ieri è passato alle vie di fatto.

Così, quella che inizialmente sembrava potesse essere una rapina, si è trasformata in una vera e propria rissa: da una prima ricostruzione, infatti, sembrerebbe che lo spacciatore abbia strappato all’altro ragazzo il cellulare dalle mani. Lo voleva probabilmente scippare per incentivarlo a pagare: una sorta di pegno. Ma il suo metodo non ha funzionato. Da lì, l’inizio della colluttazione. Lo spacciatore ha preso una bottiglia di vetro e l’ha tirata addosso all’altro giovane di colore, probabilmente con l’intento di fargli del male.

Solo quando sul posto è arrivata una pattuglia della polizia, il pusher è fuggito a gambe levate. I due fidanzatini, invece, sono rimasti davanti al locale di kebab per altri dieci minuti, poi sono stati portati al San Salvatore per lievi escoriazioni procuratesi durante la rissa. Non ci sarebbero, al momento, testimoni che abbia assistito a quanto accaduto. Ma di certo, non è la prima volta che avvengono episodi del genere, soprattutto in quell’area del centro, a due passi dalla stazione ferroviaria e dal monumento alla Resistenza.

Una zona già nota alle cronache per spaccio. Come quella dell’area Ipercoop, dove il 3 maggio scorso è stato arrestato un nigeriano di 32 anni, trovato in possesso di diverse dosi di eroina. Un arresto movimentato, con tanto di colluttazione, in cui i due poliziotti rimasero feriti. Il nigeriano era un richiedente asilo, sbarcato a Lampedusa, con un barcone, nel 2012. E risultava avere precedenti sempre per spaccio, tanto da esser già stato arrestato nel 2016 a Reggio Emilia.

Anche ieri, in via XIV maggio, si è sfiorata la tragedia. A quanto pare, evitata solo per il tempestivo arrivo della squadra mobile. Che continua a sorvegliare la zona, una delle più battute dalla polizia, soprattutto dall’antidroga. Controlli sono sempre più fitti, a causa dello spaccio fiorente.