L’intervento delle pattuglie dei carabinieri ha evitato il peggio. La spedizione punitiva ha causato il ferimento di cinque persone
L’intervento delle pattuglie dei carabinieri ha evitato il peggio. La spedizione punitiva ha causato il ferimento di cinque persone

Pesaro, 15 gennaio 2020 - Avevano una pistola, ma anche coltelli e bastoni. Assalto armato l’altra notte da parte di una banda di 7 persone, tutti giovani albanesi, che ha fatto irruzione nella comunità per minorenni in via del Piano a Talacchio cercando di fare molto male ad un ospite di 16 anni, albanese anch’egli, colpevole di qualche sgarbo a qualcuno della banda. L’aggressione è stata violenta, coinvolgendo una quindicina di persone che solo l’arrivo delle pattuglie dei carabinieri ha arginato. Il 16enne preso di mira è stato accoltellato ma di striscio e se la caverà in pochi giorni. Un altro è stato portato in ospedale con delle ecchimosi per le botte ricevute ma sono dovuti ricorrere ugualmente al pronto soccorso anche tre degli aggressori, che avevano avuto delle botte dagli aggrediti.

Questi tre, alla vista dei carabinieri, hanno cercato di allontanarsi ma sono stati bloccati e identificati. I due ragazzi feriti non hanno avuto difficoltà a riconoscerli tra coloro che erano entrati nella notte nella comunità. Dove il personale di servizio ha avuto appena il tempo di chiamare il 112 e il 118. La violenza dell’assalto non ammetteve equivoci: il coltello e la vista di una pistola ha lasciato intendere agli attoniti responsabili del centro che di lì a poco sarebbe successo di tutto. Cosa che in effetti si è verificata. Infatti è divampata una rissa che non ha risparmiato né sangue né urla né fuggi fuggi con molti ragazzi che cercavano di mettersi in salvo in qualunque modo. Tutto era reso ancor più drammatico dal fatto che urla erano incomprensibili visto che la banda era formata da albanesi e gli aggrediti era ugualmente di nazionalità albanese.

Comunque, c’è stata una reazione violenta da parte dei minorenni presi di mira che si sono armati di tutto quello che avevano a portata di mano per difendersi. Un parapiglia che è continuato per diverso tempo, facendo accorrere sul posto numerose auto dei carabinieri che hanno cercato innanzitutto di identificare gli aggressori, i quali nel frattempo erano fuggiti. E’ stato determinante l’identificazione di tre feriti che si erano rivolti al pronto soccorso, riconosciuti come dei componenti della banda. Tramite questi, i carabinieri sono arrivati alle loro abitazioni, decidendo di perquisirle a tambur battente. Ed è stata la scelta giusta perché è stata trovata una pistola giocattolo, sicuramente quella vista in mano ad uno della banda mentre faceva irruzione nella comunità, e poi altri coltelli e dei bastoni. Tutti sono stati poi portati in caserma per i riconoscimento e il foto segnalamento. Risultano residenti in prevalenza a Vallefoglia e alcuni nel comune di Tavullia, per tutti c’erano già state delle segnalazioni come persone da tenere d’occhio perché di indole violenta. Nessuno comunque è stato in grado di specificare quale fosse stato il motivo vero della spedizione punitiva. Non sembra rientrare tra i motivi qualche debito di droga, ma presumibilmente un affronto verbale del 16enne nei confronti di un suo conterraneo incontrato nel centro di Montecchio.

Prima gli insulti in strada ma con l’idea di farsi giustizia da soli una volta accertata la residenza del minorenne. Il quale è accolto da mesi in quella comunità per minori non accompagnati da genitori o parenti. In pratica, sono giovani dai 9 ai 18 anni, arrivati nel territorio senza avere alcun tipo di appoggio o assistenza da parte di parenti o conoscenti e per la legge devono essere presi in carico dal Comune, che deve garantire loro vitto e alloggio fino al compimento della maggiore età. Non è chiaro quanti siano gli ospiti in questo momento della struttura, gestita dalla coop Labirinto, dove ci sono a disposizione 9 camere da letto, oltre a soggiorno, cucina, sala giochi, 6 bagni e laboratori.

ro.da.