San Bartolo, navetta gradita al centrodestra, ma serve partenza dalla zona mare

Il consigliere di Fi Michele Redaelli sostiene l'idea di rendere accessibili i luoghi del Parco San Bartolo con una rete capillare di fermate di una navetta sostenibile. Però bisogna che parta dalla zona mare per essere allettante. La nuova governance condivide la visione.

San Bartolo, navetta gradita al centrodestra, ma serve partenza dalla zona mare

San Bartolo, navetta gradita al centrodestra, ma serve partenza dalla zona mare

La navetta che arriva al San Bartolo piace al centrodestra. Lo dice il consigliere di Fi Michele Redaelli: "L’idea di rendere accessibili i luoghi del San Bartolo è ottima. È uno strumento indispensabile per valorizzarli. Abbiamo insistito molto affinché si costruisse una rete capillare di fermate in modo da rendere raggiungibili le tante zone caratteristiche del Parco. Io stesso ho presentato una mozione di indirizzo, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Pesaro, nel quale si proponeva proprio un servizio navetta capillare e sostenibile. Era settembre 2019". Detto questo, Redaelli però precisa: "Manca un aspetto fondamentale. Occorre che la navetta parta dalla zona mare di Pesaro, cioè dal luogo dove sono maggiormente presenti i turisti. Solo in quel modo il servizio sarà veramente allettante. I professionisti del settore con cui ci siamo largamente confrontati lo dicono chiaramente. La prossimità del servizio al luogo di maggiore densità turistica è un elemento decisivo. Altrimenti c’è il rischio che la navetta giri a vuoto e i turisti continuino a rimanere in viale Trieste.

Quindi avremmo maggiori spese senza gli attesi benefici". Aggiunge Redaelli: "Il 2023 è un anno di svolta per il Parco San Bartolo. La nuova governance con il presidente Silvano Leva e molti nuovi componenti del Cda condividono la nostra stessa visione, cioè che per valorizzare il Parco occorre il contributo di tutte le realtà che lo vivono. In pochi mesi sono state sbloccate situazioni che erano incastrate da anni e soprattutto si respira la possibilità di una vera partecipazione da parte dei residenti e delle attività che popolano i luoghi del San Bartolo. Per anni l’ente Parco ha bloccato qualunque collegamento ed iniziativa promossa da altri operatori. Ora la musica è radicalmente cambiata".