La signora Linda, vittima dello scippo mentre tornava a casa
La signora Linda, vittima dello scippo mentre tornava a casa

Pesaro, 3 luglio 2020 - L’hanno vista arrivare da sola. Erano le 22 dell’altra sera, tra l’Arco del Miralfiore e la rotatoria attigua. Racconta Linda, 43 anni, impiegata, mamma di un adolescente, pesarese: "Stavo tornando a casa in bici dopo aver visto con delle amiche il tramonto alla Baia. Arrivata alla rotatoria dell’Arco, mi vedo sbucare sulla pista ciclabile due giovani africani, che non avevo notato prima. Mi hanno fermata, preso lo zaino che avevo sul cestino, e senza dire una parola, sono fuggiti via in due direzioni diverse: quello col mio zaino è andato dentro al Parco Miralfiore e l’altro è fuggito dall’altra parte, verso via Costa".
 

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"Per la rabbia – racconta – ho provato anche ad inseguire quello che mi aveva preso la borsa ma non ci sono riuscita perché era entrato nel parco e non si vedeva nulla. Gli ho urlato di lasciarmi almeno i documenti e le chiavi della macchina, ma non mi ha risposto". Racconta Linda: "Per fortuna, avevo il cellulare in mano e quindi non me lo hanno preso. Così ho potuto telefonare al 113 che è arrivato nel giro di un minuto. Gli agenti hanno provato a cercare ma senza riuscire a trovarli perché era troppo buio. Allora ho messo sui social la descrizione della borsa e questo ha funzionato perché una signora l’ha trovata vicino ai palazzi dell’Ipercoop. Ha avvertito la polizia che mi ha poi avvisato di andare in questura a ritirare lo zaino.

C’era tutto eccetto i soldi, circa 50 euro. Avevo già chiesto cosa servisse per rifare le chiavi della macchina e avrei dovuto spendere non meno di 5/600 euro oltre a tutti i documenti da rifare con file impossibili negli uffici pubblici. Ringrazio la signora che ha visto lo zaino a terra capendo che poteva essere stato rubato e gettato via dopo aver preso i soldi. Subire uno scippo è una brutta esperienza perché in quel momento sei sola contro due persone che possono anche farti male gettandoti a terra. Per fortuna, non sono caduta dalla bicicletta e ho reagito senza rendermi esattamente conto del pericolo che potevo correre tanto da andargli dietro per farmi restituire lo zaino. Ma quello è fuggito nel parco".


«Devo dire – continua Linda – che proprio il nostro meraviglioso parco Miralfiore sta diventando troppo pericoloso per tutti. Io abito vicino ma ho paura che mio figlio entri da solo anche se ormai è grande. E’ un peccato perché è davvero molto bello ma se è popolato di gente che spaccia o che ora si mette anche a scippare chi passa intorno al parco, significa che la situazione sta diventando troppo pericolosa. Io non so cosa si possa fare ma muoversi di notte da quelle parti anche se si pedala nella pista ciclabile è diventato un rischio".
 

Non è un caso che ieri mattina, ci sia stata una riunione di emergenza tra forze dell’ordine per decidere come aumentare la sicurezza al parco Miralfiore eliminando la presenza di spacciatori, ma anche della prostituzione sia femminile che maschile così come più volte salito alla ribalta. Sono state installate 7 telecamere a raggi infrarossi per proteggere l’intera area ma a quanto pare non basta. In questo momento non c’è la pattuglia fissa della polizia municipale ma è probabile che durante le ore giornaliere possa tornare.