Pesaro, 12 ottobre 2021 - Sarebbero tre i pesaresi coinvolti negli scontri di Roma durante la manifestazione dei no vax degenerata poi nell’assalto alla sede della Cgil. Su di loro sono in corso indagini da parte della Digos che sta analizzando i filmati e accertando eventuali loro responsabilità nell’accaduto. A Roma era presente anche Umberto Carriera, ristoratore pesarese nonché segretario nazionale dell’associazione "Io apro", nata per protestare contro la chiusura per Covid dei locali. Con lui un gruppo di colleghi.

Un momento dell’assalto alla sede della Cgil, si indaga anche su tre pesaresi

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Carriera si chiama fuori però da ogni episodio: "Siamo partiti a bordo di due auto – racconta – ed eravamo presenti in piazza del Popolo per protestare civilmente contro l’obbligo del green pass. Siamo completamente estranei però all’accaduto, non abbiamo partecipato all’assalto della Cgil, tantomeno ci siamo avventurati in proteste oltre quelle consentite in piazza, esternate assieme a tanti altri colleghi in modo corretto anche se fermo. Quindi, alla fine della manifestazione, ci siamo rimessi in auto per ritornare a casa a lavorare, tanto è vero che alle 21 io ero già nel mio locale".

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Carriera ripercorre così il pomeriggio romano: "Si respirava un’aria molto pesante, come se dovesse accadere qualcosa. Eravamo tantissimi e una cosa che mi sono detto quando mi trovavo in piazza del Popolo è che c’era troppa poca polizia per le dimensioni dell’evento. Poi di quello che è accaduto dopo non ho visto niente, se non le immagini del telegiornale della sera e, prima ancora, abbiamo saputo alla radio mentre stavamo tornando a casa". Tra i fermati anche un collega di Carriera, uno dei componenti del Consiglio direttivo dell’associazione "Io apro": "Non è di Pesaro – commenta Carriera – e si è cacciato nei guai da solo recandosi nei luoghi degli scontri e mostrando sul telefonino le immagini della facciata della sede della Cgil presa d’assalto con tanto di suo annuncio. Come consiglio direttivo dell’associazione dovremo trarne le necessarie conseguenze".

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Carriera ha infine parole di condanna per l’accaduto: "Quello che è successo è grave e intollerabile – conclude – perché un conto è protestare civilmente anche se fermamente per esprimere una propria legittima opinione, un altro è scatenare quell’inferno. La violenza non ha giustificazioni e come ristoratori condanniamo fermamente quello che è accaduto. E’ chiaro a tutti purtroppo che a scatenare la violenze sono stati gruppi di estrema destra che si erano infiltrati tra noi".