Sequestrati 600 chili di miele: "Non era di acacia, etichette false"

Maxi operazione dei carabinieri forestali, indagine della procura di Pesaro partita a seguito di un’attività di controllo svolta nei confronti di un’azienda agricola

I carabinieri forestali in azione (foto d’archivio)

I carabinieri forestali in azione (foto d’archivio)

Pesaro, 8 maggio 2024 – Sembra acacia ma non è. E per 600 chili di miele millefiori scatta il sequestro per falsa etichettatura. È infatti questa l’ipotesi su cui indaga la procura di Pesaro e che ha portato, le scorse settimane, ad un’ulteriore maxi-operazione (che si aggiunge a quella già nota delle Fattorie Marchigiane)nei confronti di un’azienda agricola del pesarese. I carabinieri del Nucleo investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Forestale di Pesaro e Urbino, hanno sequestrato infatti 6 tonnellate di miele millefiori che in maniera fraudolenta, stando all’ipotesi riportata nel fascicolo d’indagine, sarebbe stato etichettato come miele di acacia, qualità più costosa e più pregiata ma difficilmente distinguibile a occhio nudo.

L’indagine ha avuto origine a seguito di un’attività di controllo svolta nei confronti di un’azienda agricola che si occupa, tra l’altro, anche di apicoltura. I militari hanno trovato il miele contenuto in fusti presenti all’interno del magazzino del punto vendita: è stato campionato per essere sottoposto all’analisi "melissopalinologica" per accertarne l’origine geografica e botanica. Alla luce dei risultati delle analisi di laboratorio è stato appurato che il miele non era appunto di acacia ma millefiori e quindi con un valore di mercato quasi tre volte inferiore.

a.ma.