Ragazzina ricattata
Ragazzina ricattata

Pesaro, 22 genanio 2021 - Le regalava abita costosi, all’ultima moda, insieme a ricariche telefoniche che era libera di spendere per usare il cellulare che le serviva per chiamare le amiche, usare i social e vivere la sua adolescenza. In cambio però aveva allacciato con lei, una "Lolita" 17enne, una relazione sentimentale fatta anche di rapporti sessuali che venivano consumati in albergo. Lui 45 anni, lei minorenne. L’uomo, amico di famiglia, avrebbe approfittato della conoscenza per ammaliare quella che poteva essere sua figlia e portarsela a letto. Alla giovane sarebbe arrivato a chiederle anche 3mila euro che sarebbero serviti per comprare il suo silenzio, non raccontando ai genitori quello che facevano in hotel, e quello dei dipendenti dell’albergo dove andavano e che chiudevano un occhio su quelle scappatelle.

Il 45enne, originario del Pesarese, adesso rischia un processo per estorsione, favoreggiamento alla prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. I fatti, che si sarebbero consumati nel giro di una settimana, sono avvenuti a Pesaro ma l’udienza preliminare è stata fissata davanti al gup del tribunale di Ancona che ha competenza distrettuale per reati che coinvolgono minorenni. L’adulto, difeso dagli avvocati Elena Martini e Cristina Bolognini, avrebbe approfittato della ragazzina tra l’8 e il 15 settembre di tre anni fa. Prima ha guadagnato la sua fiducia poi l’avrebbe attirata a sé dandole dei soldi, comprandole le ricariche telefoniche e portandola fare shopping.

Per ogni regalo una prestazione sessuale che si sarebbe consumata in un hotel a quattro stelle, molto vicino al mare e dotato di piscina. L’uomo si sarebbe fatto mandare dalla minorenne, tramite il telefonino che le sovvenzionava, fotografie delle sue parti intime poi trovate nella sua disponibilità dagli inquirenti in sede di accertamenti. Per spillare 3mila euro alla ragazzina era arrivato a dirle, stando all’accusa, che aveva usato quella cifra per comprare il silenzio dei dipendenti dell’hotel e che lei glieli avrebbe dovuti restituire se non voleva che anche i suoi genitori sapessero. La minore si è ribellata ed è corsa a denunciarlo. Ieri l’udienza preliminare è stata rinviata per un difetto di notifica al 18 febbraio.