POCO PRIMA DELL’INCONTRO Andrea Roberti, a sinistra, e Filippo Clini
POCO PRIMA DELL’INCONTRO Andrea Roberti, a sinistra, e Filippo Clini

Pesaro, 2 settembre 2019 - «Sarà anche una verdesca, ma quando ti vedi la pinna, la coda che sbatte forte, e te sei vicino a fare il bagno, non è piacevole», dice Andrea Roberti, 45 anni, pesarese, un figlio, dipendente comunale. Roberti racconta l’avventura che gli è capitata sabato, a Fiorenzuola, ore 18,30-19. Un bagno tranquillo poco prima del tramonto, con il suo amico Filippo Clini, anche lui di Pesaro, ex giocatore di rugby, e altri due amici. La barca è quella di Roberti, un sette metri e mezzo, che sabato era ormeggiata all’altezza della prima scogliera, prima di entrare verso Pesaro. Lui e Filippo fanno il tuffo e nuotando si avvicinano verso riva.

Dove eravate?

«All’incirca – racconta Roberti – a 50 metri dalla riva, profondità dell’acqua circa 1,60. Ci eravamo tuffati prima di tornare a cena in barca. Ero con Filippo Clini poi altri due di Riccione. All’improvviso Filippo vede un banco di pesci che saltava in acqua, subito dopo abbiamo capito il perchè...»

Lo squalo, anzi la verdesca?

«Esatto, scappavano dallo ‘squalo’ – continua Roberti – i pesci davanti, dietro ‘lui’: la coda che schizzava e sbatteva forte, poi quando si è messo dritto si è vista la pinna grigio-nera, alta un palmo».

A quel punto cosa avete fatto?

«Abbiamo iniziato a urlare, ‘fuori dall’acqua’, lì vicino c’era un barcone di Riccione, che portava i turisti, poi altri con un gommone, pescatori».

Quanto poteva essere lungo lo ‘squalo’?

«Da un metro e un metro e mezzo».

Paura?

«Non era divertente, si vedeva chiaro che l’animale seguiva i pesci, paura l’abbiamo avuta.... Nei pressi a quell’ora c’erano anche dei bambini, lì in qualche barca, e le famiglie, io urlavo alle barche»

Lei pensa che sia la stessa specie, una verdesca appunto, avvistata giorni fa nei pressi della palla di Pomodoro?

«Forse sì, non so. La pinna grigia scura, mi pareva sui 25 cm. La sua caccia è durata sui 30 secondi... Ma chi se l’aspettava... Non abbiamo fatto in tempo a fargli foto o video, peccato».

Com’è finito il tutto?

«Lo squalo non l’ho visto più. Ho chiamato la Capitaneria. Mi hanno chiesto se c’era la gente intorno. Ho detto sì. Noi poi per un attimo di tranquillità siamo andati sull’isolotto vicino, formato dalla sabbia».

La Capitaneria conferma la chiamata che segnala l’avvistamento, alle 18,47. Dice il vice comandante Renato Signorini: «La verdesca era nel suo habitat, non va disturbata, così non attacca, ha fatto bene come ha fatto il diportista. Al contrario, un suo morso può far male. Vedere certi animali è una fortuna. E quest’anno il mare ci sta dando belle sorprese».

ale.maz.