Una testimone dell'avvistamento (Fotoprint)
Una testimone dell'avvistamento (Fotoprint)

Pesaro, 30 agosto 2019 - Non era esattamente Willy, lo squalo bianco. Ma ritrovarsi una verdesca, di oltre un metro, a poco più di una decina di metri dalla battigia, non fa piacere. Anzi. In un primo momento curiosità, dopodiché è scattata la paura, tanto che qualche bagnante, ieri pomeriggio intorno alle 18, ai bagni Wanda di lungomare Nazario Sauro, ha detto senza fare tanti giri di parole che «io il bagno non lo faccio». «Lo hanno visto due miei clienti, due pesaresi. Era vicino alle boe bianche, quindi ad una quindicina di metri dalla riva, dove c’è un metro e mezzo d’acqua. Poi sono arrivate altre persone ed anche dei bambini. Si vedeva che indicavano chiaramente la sagoma della verdesca», dice Marco Di Cecco titolare della concessione.

Già negli anni scorsi era stato avvistato uno squalo elefante al largo di Pesaro. Guarda il video cliccando qui 

A quel punto è scattato l’allarme per cui sono andati in acqua i bagnini di salvataggio, dopodiché è stata chiamata la Capitaneria che ha inviato un gommone con alcuni uomini per controllare la situzione. «I nostri uomini – dice il vicecomandante Signorini – non hanno visto nulla, ma stando alle indicazioni che sono arrivate, i bagnanti hanno visto uscire dall’acqua una pinna di una ventina di centimetri, per cui poteva essere un esemplare intorno al metro di lunghezza. Non attacca l’uomo questo squalo, e non è pericoloso. Possibile che sia arrivato così vicino alla riva perché stava inseguendo un branco di pesce azzurro. Comunque, visto che tra i bagnanti, c’era un po’ di timore abbiamo invitato tutti ad uscire dall’acqua. Questo anche perché alle 18,30 non ci sono più i bagnini di salvataggio, per cui viene issata bandiera rossa».

I marinai di professione non si meravigliano «perché le verdesche inseguono il pesce azzurro per cui può capitare che si avvicinano a terra. Non è una cosa eccezionale, può capitare». Tra le segnalazioni che arrivano alla Capitaneria c’è un po’ di tutto: si va dai delfini visti anche pochi giorni fa, alle meduse giganti, alle mantre ed anche alla presenza di numerose tartarughe marine, soprattutto dai diportisti «ma stiamo parlando di segnalazioni che arrivano ad oltre un miglio da terra».

In alto mare, dietro i branchi di tonni, anche i grandi predatori, soprattutto il pesce spada: ma verso la zona bassa della regione pare che siano stati avvistati, dai motopesca, anche alcuni esemplari di squalo bianco, molto pericoloso, lungo fino a 9 metri. Come ‘Willy’ – così venne denominato lo squalo bianco –, perché inseguì una imbarczione di diportisti pesaresi che rientravano dopo una battuta di pesca: un tonno era stato lasciato ai bordi della barca: il sangue aveva attirato il grande predatore seminando il panico.