La tribuna anche quella, come la curva Prato, riempita solo a metà. In tutto circa 350 spettatori
La tribuna anche quella, come la curva Prato, riempita solo a metà. In tutto circa 350 spettatori

Pesaro, 7 settembre 2020 - Stadio surreale, ma stadio promosso al primo esame post-covid. Con l’amichevole Vis-Ascoli di ieri il Benelli è stato fra i primi impianti italiani a riaprire le porte ai suoi tifosi. Certo, le porte erano ‘semi-aperte’ e ultra-controllate, ma intanto, dopo sette mesi, i pesaresi hanno rimesso piede allo stadio. Peccato che Vis-Ascoli rischi di aver solo aperto e chiuso una parentesi. Le direttive del governo intendono infatti richiudere tutti gli stadi fino al 30 settembre (il pubblico vissino perderebbe la prima di campionato prevista il 27), ma intanto Pesaro si è attenuta all’ordinanza regionale che, fino a ieri, consentiva la disputa di eventi sportivi all’aperto nel rispetto del distanziamento sociale per un massimo di mille tifosi.

Al Benelli ce n’era qualche centinaio in meno rispetto al tetto consentito. Per tante ragioni. Perché non era campionato, perché è ancora tempo da spiaggia e perché é un modo di vivere lo stadio ancora complesso da metabolizzare. Soprattutto per la curva. Abituata a vivere la partita nella compattezza degli assembramenti e ora confinata nei movimenti dentro il proprio seggiolino, distanziato dagli altri. Non a caso la maggior parte dei biglietti è stata venduti in tribuna: dove costava di più, ma il posto era all’ombra e meno distante dall’attitudine abituale a vivere la partita. I botteghini tra l’altro sono rimasti chiusi (come i bar) per evitare assembramenti. I biglietti potevano essere acquistati solo online o nei pochi punti vendita abilitati aperti fino a domenica inoltrata.

La curva Prato ha marcato la differenza fra l’era pre e post covid spogliandosi di striscioni, vessilli, o tamburi, per quanto fossero consentiti. I cori? Circoscritti all’istintivo "Vis-Vis" che accompagna i corner e al "Forza la Vis Alè" che ha fatto da corredo ad applausi abbondanti verso una Vis convincente nell’1-1 finale. Insomma, questo passa il convento aspettando tempi diversi da quelli obbligati da mascherine, termoscanner e ingressi contingentati. Curiosità: in tribuna ogni passaggio di carta fra giornalisti (obbligati a entrare più di un’ora prima) è stato sostituito dalla tecnologia: formazioni e interviste post-gara inviate sui cellulari, pass con QR Code ad aprire ogni varco fra settori diversi dello stadio. "Bella maturità dal pubblico e bella Vis - applaude il presidente Mauro Bosco presente al Benelli - Peccato sia in arrivo il nuovo Dpcm del governo che prevede di nuovo l’obbligo a porte chiuse fino al 30 settembre". Il direttore generale Vlado Borozan si dice "contento per tutti quegli spettatori che intanto hanno potuto rivedere una partita dopo sette mesi. Il primo esame è stato superato grazie all’esemplare comportamento del pubblico nell’attenersi alle regole".