Ragazzi vanno a scuola in bus
Ragazzi vanno a scuola in bus

Colli al Metauro (Pesaro), 14 marzo 2019 - "Un'allieva del nostro liceo artistico che abita a Serrungarina di Colli al Metauro sta facendo moltissime assenze perché nel suo paese non esiste un servizio di trasporto che le consente di raggiungere la fermata della corriera (a Tavernelle, lungo la Flaminia, ndr) che porta gli studenti verso Fano e Pesaro. Siamo nel 2019 e ancora ci sono ragazzi e ragazze ‘isolati’, che fanno fatica a vedersi garantito il diritto allo studio».

E’ arrabbiata, Tiziana Paci, docente di design della moda al ‘Mengaroni’ di Pesaro. «L’alunna – riprende l’insegnante - frequenta la terza. Diverse volte arriva tardi e in altri giorni non viene per niente. Mi dispiace moltissimo che si trovi a vivere questa situazione, di cui lei è la prima a soffrire». «Da quanto ne so – aggiunge la prof – altri tre o quattro studenti del suo paese sono nelle identiche condizioni e i loro genitori si sono rivolti in Comune chiedendo che venga trovata una soluzione, ma la risposta è stata che non ci sono i soldi. E’ davvero una grande tristezza. Ho contattato il vostro giornale sperando che qualcosa in positivo possa succedere. Mi risulta che le famiglie di questi alunni starebbero organizzando anche una raccolta di firme. Mi auguro che la petizione sortisca effetto e che il sindaco dia una mano ai ragazzi».

Sindaco Stefano Aguzzi, che da parte sua precisa: «Non esiste in Italia che un Comune garantisca il trasporto agli studenti delle superiori. In capo al comune c’è l’obbligo di provvedere a quello dei bambini dell’infanzia e della primaria, oltre che dei ragazzini delle medie se la scuola è dentro il proprio territorio. Per il resto, le famiglie devono organizzarsi con mezzi propri o avvalersi del trasporto pubblico locale. Dappertutto si fa così».

Ma allora perché a Serrungarina è ‘scoppiato il caso’, con tanto di raccolta firme? «Delle firme non so nulla – riprende Aguzzi -. So, invece, che fino all’anno scorso e anche nei primi mesi di quest’anno scolastico, i 4 o 5 alunni delle superiori di Serungarina raggiungevano Tavernelle salendo sul pulmino comunale. Cosa assolutamente vietata dalla legge e che la nuova ditta che gestisce da settembre il servizio, una volta accortasi dell’anomalia, ha interrotto in modo categorico. E’ da codice penale. I ragazzi delle superiori non sono coperti dall’assicurazione e se succede un incidente va in galera l’autista. Mi dispiace se il rispetto delle regole ha messo in difficoltà qualcuno, ma in tutta Italia e anche nei paesi a noi vicini è la stessa cosa».

Aguzzi conclude: «Come comune abbiamo chiesto all’Ami il preventivo per un servizio a chiamata che colleghi le nostre frazioni, ma anche una volta attivato tale servizio il problema per le famiglie degli studenti rimarrà, perché non potrà essere richiesto tutte le mattine».