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Stupro di Rimini, il sindaco a Salvini. "Espella la madre dei violentatori"

La richiesta del primo cittadino di Vallefoglia (Pd) Palmiro Ucchielli. "Le è stato recapitato l'ennesimo decreto di espulsione, ma lei è sempre lì"

di ROBERTO DAMIANI
Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2018 alle 18:47
Un momento dell'arresto dei minorenni (Foto Ansa)

Vallefoglia (Pesaro), 12 settembre 2018 - La vuole fuori dall’Italia. Subito. Con o senza i due figli minori. I due maggiori lo sa bene che non la seguiranno: devono scontare 9 anni e 8 mesi di carcere per lo stupro in spiaggia a Rimini. Il sindaco Pd di Vallefoglia, Palmiro Ucchielli, 68 anni, (ex deputato Pds e senatore Ulivo a metà degli anni ’90, noto perché considerato un ‘autentico’ sosia di Lenin) ha appena scritto al ministro degli Interni, Matteo Salvini «perché faccia il suo mestiere»: «Deve espellere questa donna clandestina dal territorio. La signora Sana Allam deve essere rimandata nel suo Paese per il bene dell’Italia e della sua famiglia che così si ricongiunge in Marocco, dove tre mesi fa è stato fatto tornare coattivamente il marito Mohammed Louennous come misura alternativa alla detenzione».

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Palmirp Ucchielli si infervora: «La signora, 45enne, è la mamma dei due minorenni condannati per lo stupro di Rimini dell’estate scorsa. Vive da anni a Vallefoglia (comune di oltre 15mila abitanti, poco lontano da Pesaro) a carico della comunità, non ha un lavoro, ha con sé altri due figli minori e il Comune si è fatto sempre carico delle loro spese e della casa. Adesso basta, la signora è clandestina, non ha permessi e non ha documenti validi per stare in Italia». Più di un mese fa le è stato notificato l’ennesimo decreto di espulsione dalla prefettura.

«Aveva un mese di tempo per farlo. Il mese è passato e lei è ancora lì – sbotta il sindaco –. Doveva dichiarare se voleva portare in Marocco i suoi due figli minorenni oppure, essendo nati in Italia, lasciarli qui in una comunità d’accoglienza fino alla maggiore età. Non l’ha fatto, non ha risposto a niente. È convinta che avendo i figli minori nessuno possa mandarla via. Siccome il ministro degli Interni passa per uno molto attento ai diritti e ai doveri dei cittadini, gli sto chiedendo da uomo e politico di sinistra, di far rispettare la legge e di espellere questa signora».

Il sindaco dem è durissimo: «I carabinieri le hanno notificato l’espulsione e non è cambiato niente. Ma in uno Stato di diritto uno straniero può fare quello che vuole? Ad un italiano non è concesso. Qui non c’entra né la sinistra né la destra ma la legge». Ucchielli aveva invitato la famiglia Louennous a ritornarsene in Marocco, offrendo «la copertura delle spese di viaggio e qualche bonus» ma il tribunale dei minorenni nel 2014 bloccò tutto. «Disse che il padre benché pregiudicato meritava di stare in Italia per far crescere ed educare al meglio i propri figli. Poi abbiamo visto come è andata a finire».

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