L’attività di monitoraggio della polizia sulle chat potenzialmente sospette
L’attività di monitoraggio della polizia sulle chat potenzialmente sospette

Pesaro, 28 novembre 2021 - Lui, un 26enne, operaio, scrive sulla chat di Telegram "preparo le bombe contro il Super Green pass", poche ore dopo la polizia è a casa sua, a perquisirlo. Il problema è che nell’abitazione – situata nella zona di Urbania – la Digos e gli agenti del commissariato di Urbino gli trovano 40litri di benzina, in alcune taniche, 700 grammi di polvere da sparo e dodici cartucce da caccia. Da qui la denuncia: che al momento esclude le intenzioni scritte dal 26enne, cioè la preparazione delle bombe, ma si limita al reato di detenzione illegale di cartucce e polvere da sparo.

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Tutto inizia giovedì scorso. La Digos monitora costantemente certe chat. E’ un’azione preventiva, che punta ad evitare, in un periodo di tensioni come questo, azioni pericolose da parte di gruppi che non si limitano alle manifestazioni di piazza. A un certo punto, su Telegram, i poliziotti leggono il messaggio del 26enne, che tra l’altro è già conosciuto alle forze di polizia anche se per reati comuni. Nella frase, il 26enne scrive una frase che si scaglia contro le nuove regole legate al Super green pass contenute nell’ultimo decreto del governo sulle misure anticovid: "Non ci sto, io ora preparo le molotov contro sul superpass", dice in pratica il giovane.

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Da qui l’allerta immediato agli agenti: che non senza difficoltà cercano di capire chi realmente ha scritto quelle cose sulla chat, poi partono immediatamente alla ricerca dell’abitazione. E quando arrivano in casa del 26enne trovano in effetti alcuni elementi che potrebbero far pensare anche che il ragazzo facesse sul serio. Ma il ragazzo, nelle poche parole dette ai poliziotti, avrebbe negato qualsiasi intenzione: "Macché, io non volevo fare nulla di male, la benzina mi serve solo per i lavori agricoli, e quella polvere da sparo è roba vecchia".

Gli agenti sequestrano tutto. E passano la relazione al magistrato. La sensazione è che in questo caso si sia di fronte solo a un "leone da tastiera" che si era lasciato andare. Sulla vicenda però sono in corso ulteriori approfondimenti da parte della Digos e del Commissariato.
ale.maz.