Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, in guerra con la Regione
Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, in guerra con la Regione

Pesaro, 24 gennaio 2021 - Pesaro va da sola, e il prossimo giovedì 28 gennaio, a partire dalle 8,30, in orario scolastico, inizierà lo screening di massa con tamponi antigenici rapidi per testare, in due tappe, (28 e 29 gennaio e 2 e 3 febbraio) le quasi 10mila persone - 8500 studenti più 1100 tra docenti e personale  Ata (amministrativo, tecnico e ausiliari) - che frequentano gli istituti superiori della città.

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Il Comune si è comprato con fondi propri i tamponi necessari – 36mila euro circa di spesa – e paga sempre in autonomia (circa 40mila euro) il personale che provvederà allo screening. Il tutto dopo "l’incidente diplomatico" con la Regione, che, per motivi di tipo normativo – legati a fondi statali vincolati, a questioni di privacy ecc...– nei giorni scorsi ha deciso di opporsi alla richiesta che il Comune di Pesaro aveva fatto per avere la disponibilità di quei tamponi.

"La Regione – ha accusato il sindaco Matteo Ricci –  ha nei magazzini 600mila tamponi inutilizzati, e non ce li dà. Ma abbiamo scoperto che l’Asur 5 (Ascoli) li ha dati al Soroptimist, per fare in due licei della zona esattamente lo stesso screening che vogliamo fare noi nelle nostre scuole superiori".

La replica dell’assessore regionale alla Sanità,  Filippo Saltamartini: "Non è vero quello che afferma il sindaco Ricci quando dice che non vengono utilizzati, i tamponi restano a disposizione delle strutture regionali che li usano quotidianamente e per i prossimi mesi. Il Comune di Pesaro ha ritenuto di organizzare da settimane un suo screening, assumendo una presunta funzione di supplenza del Servizio sanitario regionale, senza averne la competenza, con le eventuali e conseguenti responsabilità".

Sul caso di Ascoli comunque Saltamartini ha annunciato una visita ispettiva.