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15 apr 2022

Teatro, i danni degli spettacoli a singhiozzo

Lo sfogo di Luca Guerini, regista e impresario della compagnia “Skenexodia“ di Pesaro. "Il Comune? Non ci coinvolge"

Luca Guerini
Luca Guerini
Luca Guerini

Luca Guerini, regista e impresario della compagnia teatrale, con sede a Pesaro, Skenexodia, ci racconta un po’ il quadro delle compagnie teatrali nell’ultimo anno, dall’introduzione del green pass nei teatri, ad oggi.

"Mentre quest’estate siamo riusciti a portare in scena una settantina di spettacoli teatrali, di cui venti nel pesarese, da gennaio si sono fermate tutte le attività perché le spese per lo spettacolo non sono più sostenibili. Tutto ha avuto inizio dal 23 luglio, quando è stato annunciato che da agosto sarebbe servito il green pass per poter andare a teatro. Da lì si ha avuto il 70% in meno di affluenze perché si è scatenata la paura del teatro come luogo di contagio e, con il super green pass, il clima è soltanto peggiorato".

Problematiche a cui lo Stato non pare essere venuto incontro economicamente...

"Il discorso sugli aiuti non regge, sono calcolati su quello che non hai fatto prima ma se io ora ho venti persone invece che duecento in sala è per la situazione che c’è. Dovrebbero essere fatti sul mancato guadagno. Chi mi ridà le centottanta persone mancanti? Anche perché le spese son sempre quelle, le tasse non sono proporzionali ma a scaglioni e la Siae ha un costo fisso, indipendentemente che tu abbia dieci o sessanta persone".

Tanti fattori che portano a un solo pensiero.

"Quest’anno sono più pessimista, perché non c’è stato un modo di intervenire giusto".

Al momento sono previsti infatti soltanto gli spettacoli “Luna e Acquario“ (un testo onirico) a Serra dei Conti (An), il 22 aprile e “Le cose che ti fanno sentire vivo“ (un giallo al contrario) a Roma (il 25 aprile) e ad Ostia (13 maggio), che daranno il via alla nuova stagione.

A Pesaro come va?

"Il problema, non avendo attori pesaresi ma professionisti da fuori selezionati tramite cast, è che dal Comune veniamo coinvolti poco. Parliamo di tre pesaresi, cinque attori dalla provincia e il resto provenienti da altre regioni. Tuttavia si parla di persone che vengono a Pesaro per le prove e poi vengono con noi per lo spettacolo risultando importanti anche a livello ricettivo: dormono, mangiano e visitano il territorio".

Teobaldo Bianchini

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