Si chiamava Andrea B., aveva 48 anni, pesarese, personal trainer, a casa da tempo dopo la chiusura delle palestre. E’ stato trovato morto ieri sera intorno alle 18 nella casa dove viveva da solo a Roncosambaccio. Non mangiava da 3 giorni, per scelta. A cercarlo era stato l’ex compagna che non riusciva a contattarlo. Avendo trovato la porta chiusa, la macchina parcheggiata fuori, e il telefono che squillava a vuoto, hanno chiamato i vigili del fuoco per entrare nell’appartamento posto al primo piano di una casa...

Si chiamava Andrea B., aveva 48 anni, pesarese, personal trainer, a casa da tempo dopo la chiusura delle palestre. E’ stato trovato morto ieri sera intorno alle 18 nella casa dove viveva da solo a Roncosambaccio. Non mangiava da 3 giorni, per scelta. A cercarlo era stato l’ex compagna che non riusciva a contattarlo. Avendo trovato la porta chiusa, la macchina parcheggiata fuori, e il telefono che squillava a vuoto, hanno chiamato i vigili del fuoco per entrare nell’appartamento posto al primo piano di una casa bifamiliare. All’arrivo dei pompieri, è stata aperta la porta trovando all’interno, sul letto, il corpo magrissimo senza vita dell’uomo. Comunque è stato chiamato il 118, il cui medico ha accertato la morte per apparenti motivi naturali risalente a poche ore prima.

Tra le ipotesi, l’infarto o il collasso cardiocircolatorio per una ragione che è emersa ascoltando dei conoscenti e l’ex convivente: l’uomo era a digiuno da tre giorni. Era solito farlo, dopo un certo periodo, come forma di equilibrio psicofisico. In casa infatti sono state rinvenute molte pubblicazioni riguardanti questo tipo di dieta, ossia il digiuno prolungato. Chi lo conosceva, sapeva che aveva delle teorie ben precise anche sui vaccini e la medicina.

Il sostituto procuratore Maria Letizia Fucci ha disposto l’autopsia per stabilire se la morte possa esser sopraggiunta anche in seguito alla mancanza di alimentazione. Persona riservata, essendo arrivato nel borgo da poco tempo, Bindi non aveva ancora solide amicizie tra la gente di Roncosambaccio. I vicini di casa lo hanno visto l’altro ieri e sentito muoversi in casa fino a circa le 13 di ieri, poi più nulla. I vicini non hanno sentito grida di aiuto.

La ricognizione del corpo e della casa, ha fatto escludere alla polizia di trovarsi di fronte ad una morte violenta. L’uomo probabilmente, dopo essersi assopito, non si reso conto di morire tanto da non avere la minima possibilità di chiedere aiuto né di chiamare i vicini. Molti dei residenti di Roncosambaccio, interpellati ieri sera, ricordano quest’uomo quasi sempre solo, alto e molto magro, con un cappello in testa che amava camminare per le viuzze del borgo. Da quanto si è appreso, essendo le palestre chiuse per il lockdown e dunque l’attività ginnica e fisica sospesa per il pubblico, anche il 48enne ne stava pagando le conseguenze da un punto di vista lavorativo. Il magistrato ha ordinato il sequestro all’interno della casa di tutto ciò che possa contribuire a chiarire in maniera definitiva il motivo della morte di un uomo di 48 anni. L’autopsia è prevista forse per domani.

ro. da.