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19 gen 2022

Truffa online Pesaro, conto prosciugato di 2mila euro

Impiegato mette in vendita su ’Subito.it’ tavolo e sedie, doveva incassare 250 euro, ma il truffatore si fa fare 8 ricariche a suo favore

alessandro mazzanti
Cronaca
Una sala operativa della polizia postale: a Pesaro circa 30 denunce a settimana di truffe on line
Polizia postale: a Pesaro circa 30 denunce a settimana di truffe on line

Pesaro, 19 gennaio 2022 - C’è Natale e Natale. Quello, da poco trascorso, di un 32enne di Pesaro, impiegato, è da dimenticare. Altro che regali. Il 24 dicembre gli hanno prosciugato il conto corrente risucchiandogli 2mila euro con il sistema della ricarica fasulla della Postepay: lui doveva essere quello che incassava, visto che vendeva un tavolo e 4 sedie, ma in realtà è stato quello che ha pagato, appunto 2mila euro.
 

Il tavolo e le 4 sedie il 32enne le mette su "Subito.it", per venderle. Riceve la chiamata. Già sui tempi della chiamata, i poliziotti (la questura riceve circa 30 denunce e settimana di gente che viene truffata on line) mettono in guardia: "Ricevere in tempi rapidi la chiamata per un’offerta che fate su questo tipo di piattaforme di annunci, può essere uno dei segni che la chiamata è quella di un truffatore, visto che c’è gente che bazzica su questi siti e si butta subito sulle offerte che giudica adatte alla truffa. Idem se il compratore non fa nessuna domanda e accetta subito l’affare".
 

Il caso del 32enne è andato poi come vanno sempre questi casi: il falso compratore gli ha detto di andare al postamat per permettere a lui, il truffatore, di caricargli la carta di quei 200 euro che doveva dare al 32enne venditore per quel tavolo, gli ha detto poi di battere dei codici, e alla fine è riuscito a fare in modo che in realtà chi pagava era il compratore. E lo ha fatto per 8 volte, perchè ogni volta il truffatore gli diceva: "Guarda, il passaggio di denaro che ti sto facendo non è andato a buon fine, riproviamo". Oltre al danno la beffa: perchè il truffatore ha detto all’altro: "Metti 50 euro in più, almeno ti pago anche la spedizione". All’ottavo tentativo, cioè quando il conto corrente era stato più o meno azzerato, il 32enne ha capito che era stato truffato. Duemila euro in tutto. E poco dopo è andato a fare denuncia in Questura.
 

Le altre truffe avvengono a volte con carte bancomat da rinnovare che vengono intercettate prima che arrivino al legittimo intestatario, e in questi casi il cliente viene chiamato dai truffatori, e se ci casca gli dà i codici.

L’altro caso tipico è quello dello smishing: ti arrivano sul cellulare i falsi sms da parte dei truffatori, che si spacciano per la banca di cui sei cliente, sull’sms c’è scritta un avvertimento (tipo "attenzione, tentativi di accesso", sul conto del possibile truffato), a quel punto ti chiedono di cliccare su quel link, se clicchi ti si apre un link identico a quello della banca di cui sei cliente, e se ci caschi, digiti i codici che poi vengono presi dal truffatore e con quelli lui procede ai prelievi.

In questura, le truffe che vengono denunciate segnalano prelievi che vanno dai 200 euro ai 6-7mila, "E non tutti denunciano, perchè molti si vergognano", chiosa un poliziotto.
 

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