Il palazzo di Largo Ascoli Piceno, con l'attico dove vive Augusto Boccalini (Fotoprint)
Il palazzo di Largo Ascoli Piceno, con l'attico dove vive Augusto Boccalini (Fotoprint)

Pesaro, 30 aprile 2018 - Si allunga l’elenco delle vittime di Mister Scroccone, al secolo Augusto Boccalini, il 58enne pesarese, che da anni gira tra ristoranti, hotel e negozi senza mai tirare fuori un euro. Dopo gli articoli di denuncia usciti sul nostro giornale qualche giorno fa, si stanno facendo avanti tanti altri pesaresi con in mano conti non pagati da Boccalini. In redazione, così come su Facebook, gruppi whatsapp e altri social. Ma, a quanto pare, solo una piccola parte dell’esercito dei creditori del 58enne si è presentato alle forze dell’ordine per presentare una denuncia. Su tutti, a regnare è la sfiducia. «Tanto poi non gli fanno niente» commentano.

Cpsì è scattato il processo virtuale sul web, dove Boccalini è stato messo alla gogna dalle sue vittime in diversi post su Facebook, con tanto di invito alla condivisione a vasto raggio. Dopo i titolari dei ristoranti Rotonda Bruscoli, Rifugio del Gabbiano, Palazzo Gradari, dell’Hotel Due Pavoni e Miramare, della farmacia Astuti e dell’impresa di costruzioni Edilgruppo (da cui Boccalini ha ottenuto, sempre a suo modo, l’attico doppio in cui vive con la compagna e il figlio), a cadere nel solito giochetto del «Signor Pagherò» è stato anche il proprietario di un’attività di noleggio in via Toscana. «Abbiamo denunciato – raccontano – e ora abbiamo ottenuto dal Tribunale un’ingiunzione definitiva contro di lui. Non ci risultano altre denunce a suo carico e, considerate le truffe e gli importi elevati, il tutto ci sembra molto strano». In realtà, in Questura si è presentato anche il titolare del ristorante Gra di Palazzo Gradari. Come risulta dalla foto del verbale caricata su Facebook dal gestore del locale, Giuliano Antinori.

Un altro caduto da aggiungere alla lista è Marco Pazzaglia, titolare dell’omonima ferramenta. Da lui, Boccalini ha fatto spesa per oltre 1000 euro. Ma senza, ovviamente, spendere un centesimo. «Ha comprato materiale da 1200 euro – racconta Marco – ma non ci ha mai pagato. Volevamo condividere anche la nostra truffa». E ancora. C’è Laura Donati, proprietaria dell’Hotel Capitol, e gestore, in passato, anche di altri alberghi. «Aveva passato da noi diversi giorni – ricorda Laura – era il 2012, se non sbaglio. Era in compagnia della moglie. Ma al momento di saldare il conto, aveva detto che non aveva soldi, ma che sarebbe tornato a pagare. Avevo chiamato anche i carabinieri. Erano venuti subito, ma non hanno potuto fare nulla. E Boccalini lo sapeva. Se ne è andato e non ci ha mai pagato». Ma non è finita. Spuntano come funghi su Facebook, tutte le altre vittime del 58enne. E tra queste c’è anche chi dice di essere riuscito a farsi pagare. Con la minaccia di ricorrere a pugni o bastonate. Che in alcuni casi, pare gli siano arrivate per davvero. In molti chiedo di passare alle vie di fatto. Ma c’è chi la mette così: «Sembra che Boccalini sia cintura nera di karatè» dicono altri. Sempre che non sia una truffa anche quella.