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19 giu 2022

Elefante di ferrivecchi svetta a Piobbico

Un giovane artista, Andrea Rossi di 27 anni, ha saldato pezzi di metallo di scarto per realizzare un pachiderma in scala naturale

19 giu 2022
amedeo pisciolini
Cronaca
Andrea Rossi, 27 anni di Piobbico, operaio, che si diletta a recuperare ferrivecchi per farci sculture
Andrea Rossi, 27 anni di Piobbico, operaio, che si diletta a recuperare ferrivecchi per fa
Andrea Rossi, 27 anni di Piobbico, operaio, che si diletta a recuperare ferrivecchi per farci sculture
Andrea Rossi, 27 anni di Piobbico, operaio, che si diletta a recuperare ferrivecchi per fa

Ci ha lavorato quasi un anno, ma alla fine è riuscito a realizzare il suo sogno: costruire con parti metalliche giù usate, un elefante di dimensioni naturali. L’artista in questione è Andrea Rossi, 27 anni di Piobbico. "L’idea dell’elefante – racconta Rossi - è nata per pura messa alla prova con me stesso, non ho voluto fermarmi con le precedenti grandi sculture quali, il cavallo ’Tornado’ e la pantera ’Tenebra’".

Ha dato un nome all’elefante?

"Si, Africa".

Un duro lavoro?

"Per costruire l’elefantessa ci ho impiegato 10 mesi di tempo, misura 5.10 metri di lunghezza e 3.10 d’altezza ed ha un peso 1.2 tonnellate. Africa è la combinazione di materiali, utensili metallici di vario genere, sono presenti vecchi attrezzi agricoli, parti meccanici di auto e trattori e pure posate da cucina in determinati dettagli come gli occhi, che sono stati creati con 2 vecchi mestoli. Sono state tante le ore passate in officina anche fino tarda nottata a saldare tra scintille e idee".

Una passione questa di assemblare e dar vita a ‘figure’ ed opere che ha scoperto da quando?

"Fin da bambino. Inizialmente si trattava di semplici disegni poi pian piano ho realizzato degli oggetti, ora alcuni sono visibile nella mostra "Neronart" al Castello Brancaleoni Piobbico: negli ultimi anni ho poi ho realizzato il cavallo Tornado e la pantera Tenebra. Le mie creazioni prendono il nome di ’briciaccoli’, termine del nostro dialetto piobbichese che sta ad indicare in modo generico delle cianfrusaglie a cui non si darebbe tanta importanza; ecco il mio intento è quello di dare valore e soprattutto creare qualcosa di innovativo da pezzi meccanici e di vario tipo. Ogni volta che si salda anche una parte di una scultura è come se saldassi un pezzo di vita nella scultura, e secondo me è proprio questo il vero valore dell’opera d’arte".

Ritorniamo ad Africa.

"L’elefante mi ha dato l’ispirazione non solo perché ovviamente sarebbe stata una scultura a dimensioni reali di notevoli dimensioni ma anche perché è un animale estremamente sensibile, capace di instaurare una rete sociale con i suoi simili molto forte e duratura nel tempo".

Se uno vuol vedere l’elefante dove lo può trovare?

"Nella zona industriale Le Confine di Piobbico". 

 

© Riproduzione riservata

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