di Benedetta Iacomucci Passate le feste, si farà sul serio. Non che finora si sia scherzato, ma da mercoledì l’azienda ospedaliera Marche Nord ha messo in piedi una poderosa macchina organizzativa con cui conta di vaccinare – prima e seconda dose – una platea di 15mila persone fragili (tra cui 8mila diabetici) al ritmo di 630 inoculazioni al giorno, in una maratona non-stop dalle 8 alle 20. La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 18 maggio. Per arrivare a questo risultato, è stata predisposta una sede vaccinale diversa: quella in cui si trova il Polo didattico della Formazione aziendale e universitaria, sempre a Muraglia. Questo per evitare la simultanea presenza, al Padiglione 5 di Muraglia (dove ci sono tra l’altro l’Ematologia e gli ambulatori per la Radioterapia) di vaccinandi e di pazienti che invece...

di Benedetta Iacomucci

Passate le feste, si farà sul serio. Non che finora si sia scherzato, ma da mercoledì l’azienda ospedaliera Marche Nord ha messo in piedi una poderosa macchina organizzativa con cui conta di vaccinare – prima e seconda dose – una platea di 15mila persone fragili (tra cui 8mila diabetici) al ritmo di 630 inoculazioni al giorno, in una maratona non-stop dalle 8 alle 20. La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 18 maggio. Per arrivare a questo risultato, è stata predisposta una sede vaccinale diversa: quella in cui si trova il Polo didattico della Formazione aziendale e universitaria, sempre a Muraglia. Questo per evitare la simultanea presenza, al Padiglione 5 di Muraglia (dove ci sono tra l’altro l’Ematologia e gli ambulatori per la Radioterapia) di vaccinandi e di pazienti che invece necessitano dell’assistenza ospedaliera extra covid. Proprio per evitare questa commistione, fino ad oggi si è potuto procedere con le vaccinazioni massive solo il sabato e la domenica, riuscendo a vaccinare non più di 200 persone alla volta negli altri giorni. La nuova organizzazione permetterà invece di triplicare i numeri.

Intanto, ieri, a Muraglia, c’erano alcuni degli 810 cittadini (400 diabetici e 410 per altre patologie) che, dopo la chiamata diretta dell’ente, attendevano il proprio turno. Con l’aiuto della Protezione civile e dei volontari (Associazione Diabetici Pesaro, Fand e Diabaino) sono stati accolti in vari punti all’ingresso della palazzina, così da evitare assembramenti. Tra loro non c’erano, invece, i sanitari, quelli che avevano saltato la prima chiamata e che adesso, anche per via della legge che impone loro il vaccino con demansionamento o sospensione per i no-vax, non potranno più sottrarsi. I 90 ’renitenti’ – non tutti no vax, ma anche operatori che erano in malattia, che dovevano aspettare i tre mesi dal tampone negativo, le donne in gravidanza... – sarebbero stati, a detta della direzione, tutti recuperati senza conflittualità. Da oggi saranno convocati e ’spalmati’ nelle varie sedute: le vaccinazioni, infatti, continueranno anche a Paqua e Pasquetta, per i pazienti fragili ricoverati e, martedì, per i richiami. Importanti anche i numeri del personale in campo: ieri c’erano 8 medici vaccinatori a darsi il cambio, con 8 équipe vaccinali (di cui fanno parte anche infermieri e amministrativi) per un totale di 33 persone ’precettate’ ogni giorno. Persone a cui ieri mattina ha portato il suo saluto il prefetto Vittorio Lapolla.

Per gli 810 soggetti fragili in coda ieri il vaccino è stato come la sorpresa nell’uovo di Pasqua. Una vera e propria Pasqua di Liberazione: "Ho portato la mamma, è tutta contenta – dice Loredana Colantuoni – perché a novembre è stata ricoverata per covid. In un mese è guarita, ma soffre di una broncopolmonite ostruttiva, quindi ha rischiato. Ieri ci hanno telefonato e non vedevamo l’ora. E’ andata benissimo". Le fa eco Gabriella Salemi, 41 anni: "Ho il diabete, quindi appena ho potuto fare il vaccino non ho aspettato un secondo. A casa ho un marito e due figli, anche loro sono stati molto felici per me. Sì, non nascondo che un po’ d’ansia c’è, ma sono felice". A dare informazioni all’ingresso, tra una ventina di altri volontari c’è l’odontoiatra Simone Aspriello, dell’Associazione Diabetici: "Diamo una mano nell’indicare i percorsi, nella compilazione della modulistica... Sono davvero tutti contenti, non vedono l’ora di vaccinarsi e fondamentalmente si fidano. Casomai si lamentano per essere stati chiamati troppo tardi, ma sono politiche nazionali". Aspriello, che collabora con l’associazione sotto il profilo scientifico, ha anche una storia di diabete famigliare che lo rende particolarmente sensibile al problema: "C’è stata una bella sinergia tra Asur, Marche Nord, Protezione civile e volontariato" dice. "Io vivo con due genitori 94enni – spiega Marcello Palazzi, 62 anni – essere vaccinato mi rende tranquillo anche nei loro confronti. E poi l’organizzazione è veloce, mi sono trovato bene". "Aspettavo questa chiamata – dice Genny Gallo, 44 anni –: spero solo che il mio fisico non reagisca male, perché il giorno di Pasqua vorrei stare tranquilla".