"Urbino con noi non sarà succursale di Pesaro"

Gambini replica all’apparentamento fatto da Scaramucci con Crespini: "Erano già d’accordo prima, avevano deciso già 5 anni fa"

"Urbino con noi non sarà succursale di Pesaro"

"Urbino con noi non sarà succursale di Pesaro"

L’apparentamento elettorale annunciato l’altroieri tra Maria Francesca Crespini e Federico Scaramucci non convince Maurizio Gambini. Per lui si tratta di una strategia studiata in precedenza.

Cosa intende?

"Ci deve essere un errore. La conferenza stampa di ieri ha comunicato una notizia risalente a molto prima della campagna elettorale. L’apparentamento Scaramucci-Crespini era già deciso al momento di formare le liste e ha radici addirittura ai tempi della candidatura di Mario Rosati di 5 anni fa. Leggere i giornali di ieri penso abbia aiutato i nostri concittadini a capire da che parte stia la novità, quella vera. Stiamo portando un vero cambiamento, stiamo facendo della città di Urbino il riferimento per il territorio, questo spaventa la regìa del centrosinistra, che vuole che il baricentro politico rimanga sulla costa".

Secondo lei a cosa potrebbe portare?

"Siamo partiti dal grande risultato del riconoscimento di Urbino Capoluogo di provincia, destinato a portare molti più finanziamenti per la città e le infrastrutture. Il sindaco di Cesena, compagno di partito della controparte, ha ottenuto lo stesso risultato e ne parla come di una svolta epocale, anche per gli investimenti. Qui Scaramucci nemmeno ne parla. Vuole fare il futuro della città con le grafiche e le slide? La verità è che siamo l’unica forza politica di questa tornata elettorale ad averci creduto, gli unici ad avere la forza di portarlo avanti nella prospettiva di una provincia di Urbino e del Montefeltro che ridia dignità ad un intero territorio. A noi non piace l’idea di fare della nostra città una succursale di Pesaro. Ci distinguiamo per questo e per il fatto di non aver bruciato le candidature di tantissimi giovani e meno giovani, come è accaduto tra le fila dei nostri avversari, soltanto per portare voti utili ai soliti noti, ad amministratori ripescati da altri luoghi e da altre stagioni politiche desiderosi di stare ancora al comando".

La vostra coalizione il 23 e 24 giugno si troverà con lo stesso numero di persone a sfidarne uno con più componenti, coalizzati tra loro. Come la vede?

"Noi per cultura non ragioniamo in questo modo. Tutti coloro che credono al nostro progetto, che è il progetto condiviso con i concittadini, offrono il loro impegno e hanno spazio per portare il loro contributo. Non abbiamo comparse chiamate a fare numero. A noi interessano le persone. Abbiamo poi una chiarezza e una trasparenza di fondo: quello che i cittadini hanno scelto nelle urne lo ritroveranno nell’Amministrazione della città senza manovre o accordi preventivi sottobanco. Spiace constatare che la politica non sia tutta così, con questa visione e questo rispetto. Chi si è candidato per un lista alternativa, decine e decine di giovani e meno giovani che non hanno avuto lo spazio per potersi muovere in un campo troppo affollato, si ritrova adesso in un contenitore politico appiattito alle vecchie logiche di partito. Vecchia storia, già vista, e non va bene. Ci sono moltissime persone, candidati e cittadini, che in queste elezioni non hanno ricevuto il rispetto e la considerazione che meritavano. Non è stata una bella pagina, ma noi stiamo scrivendo un’altra storia, molto più ambiziosa e al tempo stesso più concreta. Pronta ad accogliere le idee di tutti, non per fare numero, ma per costruire il bene della città, del territorio e della nostra comunità".

Francesco Pierucci