La richiesta (in questo caso fasulla) di esenzione serve appunto ad evitare il vaccino
La richiesta (in questo caso fasulla) di esenzione serve appunto ad evitare il vaccino

Pesaro Urbino, 14 ottobre 2021 - E ora, altra tempesta in arrivo per i medici di base: le certificazioni per le esenzioni dal vaccino e dunque per poter avere ugualmente il green pass. "Ne stanno facendo troppe di queste richieste di esenzione – dice il presidente dell’Ordine Paolo Battistini – e siccome i motivi non esistono per i vaccini Pfizer e Moderna, mi chiedo se i miei colleghi si rendano conto di ciò che firmano.

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Perché siamo di fronte a questa situazione: la struttura sanitaria sta segnalando la massiccia richiesta di esenzioni che i medici di base propongono su sollecitazione dei loro pazienti. I quali sosterranno incompatibilità su quali basi non lo so verso i vaccini e pertanto si andrà ad un controllo minuzioso da parte dei Nas e degli ispettori sanitari di queste certificazioni. Ho già inviato a tutti gli iscritti una mail, ma l’ho anche scritto sul nostro giornalino, sui rischi penali che corrono nel sostenere delle esenzioni che potrebbero risultare farlocche, cioè false. Per questo, ho preannunciato a tutti gli iscritti che non possono permettersi di assecondare i pazienti no vax perché significa incorrere nel reato di falso. Chiedo loro di essere responsabili, di non prestare il fianco a nessuno, la partita in gioco è la propria onorabilità, fiducia e dignità professionale oltre che la propria fedina penale. Quindi, massima attenzione. L’Asur ci ha già segnalato la deriva, e questo ha messo in moto un meccanismo di controllo a tappeto dei certificati che vengono inviati all’Asur. Quindi chiedo responsabilità perché, in caso di atti dolosi, si possono pagare conseguenze penali gravi".

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Intanto ieri , in prefettura, c’è stato un incontro organizzato dal prefetto Ricciardi su sollecitazione dei sindacati per avere un colloquio diretto con la Regione, in particolare con la struttura sanitaria e quella dell’assessorato al lavoro Aguzzi (presente all’incontro) in vista del gran numero di persone non vaccinate che dovranno fare il tampone ogni due giorni per poter entrare in fabbrica o negli uffici. Spiega Roberto Rossini, segretario provinciale della Cgil, presente all’incontro: "L’Asur valuterà l’ipotesi di permettere ai propri infermieri di effettuare tamponi, fuori dall’orario di lavoro, al servizio di farmacie o laboratori privati. Questo aumenterebbe sicuramente il ritmo dei test. Mentre Confindustria si è detta disponibile a realizzare all’interno delle fabbriche alcuni hub per i tamponi in modo da accorciare lo spazio tra il test e il lavoro. Ritengo – spiega Rossini – che questo incontro, grazie alla sensibilità del prefetto Ricciardi – abbia aperto nuovo strade per consentire anche ai non vaccinati di accedere celermente al lavoro".
ro.da.