Vaccini Covid
Vaccini Covid

Pesaro, 27 gennaio 2021 - Anche ieri in provincia si contavano 177 tra medici e infermieri in quarantena per Covid. Nel frattempo si continuano a vaccinare i non-sanitari. Sulla gestione delle vaccinazioni contro il Coronavirus ora si alza la voce del vice-presidente dell’Ordine provinciale dei medici, Leo Mencarelli.  

Dottor Mencarelli, lei ha mosso critiche sia verso l’organizzazione vaccinale, sia per la scarsa trasparenza dei dati sui vaccinati. Perché? 
«I numeri grezzi forniti dall’Area Vasta 1 e anche dall’ospedale Marche Nord sono incomprensibili ed inutili per qualsiasi ragionamento serio – dice con chiarezza Mencarelli, che è anche segretario provinciale dell’Anaao per le strutture Asur –. A noi risulta in maniera informale che sia stato vaccinato molto personale amministrativo, o non sanitario che non è a contatto diretto con il pubblico, negando l’accesso al vaccino ad altri sanitari».

A chi si riferisce? 
«Ai medici specialisti come il sottoscritto, che visitano pazienti tutti i giorni ma che non sono stati ancora chiamati malgrado dovessero essere inseriti nella prima mandata. So invece di altre figure non mediche di strutture private convenzionate, che hanno già ricevuto il siero».

Sulle convocazioni possono aver influito i mancati approvvigionamenti delle ultime settimane? 
«E’ probabile, ma sarebbe opportuno fare un po’ di chiarezza. Ricordo che all’Ordine è stata depositata una richiesta da parte dei colleghi specialisti che chiedono formalmente di sapere perché non sono stati convocati, pur volendolo, e quando potranno essere vaccinati».

Per contro ci sono medici che hanno declinato l’invito vaccinale, lei che ne pensa? 
«Coloro che sono a contatto con i pazienti hanno la responsabilità etico-professionale di vaccinarsi. Ma non c’è una legge che obbliga a farlo, anche se non ho notizia di colleghi no-vax» 

Allora, come spiega i 90 sanitari dell’ospedale Marche Nord e il 30 per cento dei dipendenti dell’Area Vasta 1 che hanno detto di no? 
«Immagino che per la maggioranza siano solo persone che hanno spostato prudenzialmente la vaccinazione più avanti. Ricordo che ci sono i sanitari che hanno contratto il Covid nella prima e nella seconda ondata. Se hanno maturato una forma di immunità attiva, come è probabile, credo abbiano il dovere di lasciare il posto agli altri colleghi, così come alle persone più anziane».

Per i sanitari in prima linea nelle strutture pubbliche il dovere etico è più forte? 
«No, è lo stesso. Sono le aziende sanitarie e gli ospedali ad avere l’onere di prendere provvedimenti, come emarginare i non vaccinati in altri servizi o chiamandoli in causa se il contagio provocato a terzi. L’aspetto assicurativo e patrimoniale che entra in gioco in questi casi a mio parere smuoverebbe anche gli indecisi Ma è solo una possibilià teorica vista l’enorme carenza di medici e infermieri nelle strutture di cura».