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24 apr 2022

Vaccino Covid, Burioni: "Così evitati 74mila morti solo a gennaio"

Il virologo pesarese, ospite a 'Che tempo che fa', ha ribadito anche l'urgenza della quarta dose

Roberto Burioni
Roberto Burioni

Pesaro, 24 aprile 2022 - Il virologo pesarese Roberto Burioni, ospite stasera da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ su Rai Tre, ha invitato non solo immunodepressi ma anche ultraottantenni, residenti nelle Rsa e ultrasessantenni fragili a sottoporsi alla quarta dose del vaccino anti-Covid chiarendo alcuni dubbi in merito. 

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Dopo aver annunciato il titolo dell'ultimo libro di cui Burioni è autore, 'La formidabile impresa', edito da Rizzoli, Fazio ha però subito chiesto a Burioni della misteriosa epatite che sta preoccupando il mondo e, in particolare, l'Inghilterra. "L'epatite è un'infiammazione del fegato - ha iniziato Burioni -. In Inghilterra si sono verificati 108 casi di epatite in bambini sotto ai 10 anni, alcuni dei quali molto gravi tanto che è stato richiesto il trapianto di fegato e questo non è normale. Innanzitutto va detto che questi bambini in Inghilterra non erano stati vaccinati contro il Covid. In alcuni è stato trovato un virus che si chiama Adenovirus che di solito non causa epatiti ma il quadro è ancora molto confuso". All'origine di questa misteriosa epatite potrebbero esserci "fattori ambientali o genetici" - ha aggiunto il virologo.

Burioni, incalzato da Fazio, ha poi parlato del Coronavirus, affermando che "questo virus è diventato estremamente contagioso per cui misure come il distanziamento sono poco efficaci" e, riguardo al fatto che dal primo maggio, salvo proroghe del governo, scade l'obbligo della mascherina nei luoghi chiusi, ha sostenuto che "io al chiuso e in ambienti affollati la mascherina la tengo" e ancora "Il virus non legge la Gazzetta Ufficiale, quindi anche senza mascherina va avanti lo stesso, quindi è meglio tenerla".

Il virologo ha poi parlato della situazione alquanto critica in Cina: "Vediamo quello che succede quando si vaccina poco e male. In Cina si è vaccinato poco, soprattutto gli anziani". Sulle varie misure messe in atto proprio in Cina, tra lockdown, isolamento anche per gli asintomatici e test di massa, Burioni ha affermato che "è impossibile fermare questo virus con questo tipo di misure. Le immagini che ci arrivano dalla Cina, oltre a essere crudeli, sono anche inutili".

Ma il virologo ha concentrato buona parte del suo intervento a 'Che tempo che fa" sull'"opportunità della quarta dose, da qualche giorno, non solo per gli immunodepressi ma anche e in particolare per gli ultraottantenni". Ha poi fatto un punto sul vaccino precisando che "tutti i dati ne confermano la sicurezza" e anche gli effetti collaterali si riducono sensibilmente dopo la seconda e terza dose, fino ad arrivare alla quarta dose con rischi davvero minimi. Una frase su tutte, poi, rende l'idea dell'efficacia: "Grazie al vaccino nel solo mese di gennaio scorso si sono evitati 74mila morti, come gli abitanti di città come Cremona o Pavia". Burioni ha continuato snocciolando altrii dati e affermando che "ogni vaccino lascia aperta una vulnerabilità nella popolazione, di cui fanno le spese anziani e fragili. A morire con tre dosi sono in pochi ma sono sopratutto più anziani e quindi a loro è raccomandata la quarta dose".

Il virologo ha raccontato, poi, che la campagna della quarta dose non sta andando bene: "Solo il 10% degli immunodepressi si è vaccinato", con addirittura una percentuale "sotto il 2% in regioni quali Basilicata, Molise e Calabria". Questo, come ha spiegato Burioni, "non va bene", e dunque "l'indicazione è di vaccinare con la quarta dose ultraottantenni, residenti nelle Rsa e ultrasessantenni fragili. Speriamo che si proceda con maggiore entusiasmo".

Infine, alcune precisazioni sulla quarta dose: "Va fatta 120 giorni dopo la terza dose, chi ha avuto il Covid dopo la terza dose non deve fare la quarta. A chi chiede se fare la quarta dose dopo l'estate io rispondo di no. Il virus è molto infettivo e molto pericoloso; chi deve fare la quarta dose, deve farla subito". Il virologo ha chiuso il suo intervento affermando che "non è vero che troppe vaccinazioni affaticano il sistema immunitario". Quest'ultimo "sa reagire a stimoli molto più intensi e ripetuti" e pensare di sovraccaricarlo con le vaccinazioni è come pensare di "sovraccaricare un ponte di un'autostrada con delle formiche". Dunque, "fate la quarta dose, ma soprattuto se non avete ancora fatto la prima, la seconda e la terza fatele e non pensateci su".

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