Pesaro, 8 marzo 2021 - La vicina di casa ce l’ha con Valentino Rossi. E anche con la madre Stefania Palma. Chiede al giudice civile di ordinare l’abbattimento della loro villa a Tavullia perché costruita a suo dire in maniera illegittima e di ricevere un risarcimento danni pari ad almeno 850mila euro, cioè il prezzo della casa che intendeva vendere ma che non è più riuscita a farlo per la costruzione della villa di Rossi che le oscura il panorama.

L'aggiornamento Valentino Rossi e la casa di Tavullia. "La villa? Tutto regolare"

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Per questo, la vicina ha citato a giudizio la società Domus mea srl di Rossi (che detiene gli immobili del campione) davanti al tribunale civile di Pesaro, poggiando la pretesa sul fatto che l’immobile del campione sarebbe stato costruito sulle ceneri di una vecchia casa abbattuta che, a parere della ricorrente Angela Mei, 55 anni, di Tavullia, non poteva essere distrutta perché tutelata da un punto di vista storico. Non solo, ha accusato Vale di aver costruito troppo vicino alla sua proprietà e questo avrebbe comportato un oscuramento della luce solare oltre ad aver realizzato più volumi del consentito perché alcuni vani sotterranei non sarebbero esattamente interrati.

Aveva anche inviato un esposto in procura (archiviato). Rossi con la Domus mea si è difeso costituendosi in giudizio in sede civile, rigettando le accuse (assistito da Antonella Storoni). Il magistrato Gianfranco Tamburini ha respinto le pretese della vicina, escludendo che la casa abbattuta fosse tutelata e "...dichiarando la nullità della domanda nella parte in cui si richiedono i danni da perdita di panorama, condannando la vicina al pagamento delle spese di giudizio per 7.245 euro, compensate per metà, oltre alle spese legali e ai costo del Ctu. Era il maggio del 2019: della storia non si era mai avuta notizia. Ma non è finita lì.

Assistita dal legale Pia Perricci di Vallefoglia, la signora Mei ha impugnato la sentenza di primo grado ed è ricorsa al Corte d’Appello di Ancona esplicitando ancora meglio il motivo per il quale ha perso in primo grado: "...l’ufficio tecnico del Comune di Tavullia ha disatteso l’applicazione della normativa presumibilmente a causa della notorietà delle persone coinvolte nei fatti. Invero è appena il caso di evidenziare come la persona che occupava la casa in questione è Stefania Palma madre di Valentino Rossi, noto pilota motociclistico, che è impiegata all’Urbanistica del Comune di Tavullia".

Conclude l’avvocatessa: "Sono lampanti pertanto i motivi per il quale l’ufficio tecnico ha potuto disattendere la normativa sulla tutela degli immobili di valore storico ambientale". Considerazioni che la difesa della Domus mea srl, nella costituzione, rigetta al mittente considerandole immotivate e offensive. Udienza d’appello il 14 aprile ad Ancona.

ro. da.