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12 lug 2022

Vecchio palas, un’odissea lunga sette anni

Ieri la resa dei conti in Consiglio. Stanziato un milione in più, il sindaco sotto attacco: "Malato di annuncite. Costi più che raddoppiati".

12 lug 2022
Il cantiere del vecchio palas quando fu sequestrato dai carabinieri
Il cantiere del vecchio palas quando fu sequestrato dai carabinieri
Il cantiere del vecchio palas quando fu sequestrato dai carabinieri
Il cantiere del vecchio palas quando fu sequestrato dai carabinieri
Il cantiere del vecchio palas quando fu sequestrato dai carabinieri
Il cantiere del vecchio palas quando fu sequestrato dai carabinieri

Vecchio Palas, futuro Palascavolini – dopo 7 anni dal primo annuncio e il raddoppio milionario dei costi – in Consiglio ieri si è arrivati alla resa dei conti. Ci vorrà un milione di euro in più per “blindare l’ultimo miglio” di un cantiere “complesso” nella migliore definizione data dall’architetto Giraldi; di un cantiere “lumaca” nell’oggettiva definizione della consigliera di opposizione Giulia Marchionni (Prima c’è Pesaro) e non ultimo, un cantiere “maledetto”, come gli è scappato di dire al sindaco Ricci, dopo che per un’ora il centrodestra si è divertito ad infilzarlo di freccette, avvelenate dall’evidenza dei fatti. "A Pesaro le incompiute non si fanno – ha tuonato Ricci –. Penso che sia senso di responsabilità di tutto il Consiglio comunale completare il vecchio palas. Qual è stato l’errore dell’amministrazione? – si è difeso Ricci –. Aver deciso di riqualificare una struttura che da indagini tecniche risultava ristrutturabile? Aver trovato i soldi per farla? Aver accelerato i tempi visto lo sblocco del Patto di Stabilità? No. Abbiamo sbagliato, io e Belloni, nell’aver appreso le tempistiche che ogni sei mesi chiedevamo ai dirigenti comunali e all’azienda impegnata nel cantiere e li abbiamo comunicati. E’ vero il cronoprogramma non è stato rispettato". A fronte dell’esposto in Procura fatto dal Fratelli d’Italia, Ricci ha osservato, rivolto a Malandrino: "Quando si fanno gli esposti vuol dire che non si hanno argomentazioni politiche". Malandrino ha rispedito la morale al mittente: "La relazione tecnica dei tecnici comunali (molto interessante) ha sottolineato i continui richiami fatti all’impresa costruttrice. Approfondire la verità con strumenti adeguati non vuol dire essere contro la città, ma capire cosa è successo e migliorare le dinamiche per il futuro. La domanda legittima è se i ritardi si sarebbero potuti evitare: magari non puntando soltanto alla gara al ribasso. In sette anni da 4 milioni di euro si è passati a 9,5 milioni di euro una autocritica ce la vogliamo fare?". A Ricci Giulia Marchionni (prima c’è Pesaro) ha diagnosticato al sindaco un’annuncite incurabile: "Una presa in giro dei cittadini". Da tecnico Giovanni Dallasta (Lega) è entrato nel merito. Come una cassandra nel 2019 al Carlino dichiarò: "Appalto destinato a bloccarsi: Le analisi sulla resistenza del calcestruzzo rivelano la pessima qualità. La normativa antisismica ha posto ulteriori vincoli e interventi stringenti per ottenere l’adeguamento. Non penso quindi che il palazzetto sia ristrutturabile se non con costi esorbitanti tra i 7 e gli 8 milioni di euro. Praticamente il doppio dell’importo andato in gara". Ieri come allora ha formulato la stessa domanda: "Capisco il valore storico, ma rifarlo ex novo ci sarebbe costato meno?".

Solidea Vitali Rosati

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