Pesaro, 17 novembre 2019 - Doveva essere una gita culturale di due giorni a Venezia per 50 studenti, classi quarte, del liceo Scientifico Marconi di Pesaro. L’obiettivo è stato raggiunto, ma i ragazzi hanno dovuto fare i conti con l’acqua alta (video), la biennale vista a metà e i professori portati a spalla per evitare che si bagnassero. E questo ha scatenato proteste e polemiche tra i genitori che non erano già d’accordo nel mandare i figli a Venezia per l’annunciata acqua alta. Rivelatasi poi reale.

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Al ritorno, avvenuto venerdì con qualche ora di anticipo sul programma visto che la Biennale era chiusa il secondo giorno per l’acqua alta, alcuni genitori hanno protestato con la direzione della scuola oltre che col Carlino: «Avevamo chiesto alla scuola di rinunciare al viaggio per Venezia a causa dell’acqua alta. La gita si poteva rinviare. Invece sono partiti ugualmente col risultato che l’albergo dove si trovavano i ragazzi aveva l’acqua alta fino alle ginocchia. E non sono mancate delle scene incredibili – aggiungono delle mamme – con dei professori che non volevano bagnarsi tanto da salire in groppa a qualche studente per farsi portare sulle passerelle. Il risultato è che i ragazzi si sono ritrovati completamente bagnati, il viaggio culturale spezzato perché la Biennale è stata vista a metà, e il maltempo e l’acqua che cresceva ha messo a rischio anche la navigazione dei vaporetti e dunque il rientro a casa. Ci chiediamo se insistere nell’andare a Venezia in condizioni estreme sia stata una scelta ocultata? Noi crediamo di no». Il loro nome però le mamme non vogliono farlo «per evitare ritorsioni».

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Il preside Riccardo Rossini è allibito dalle proteste: «Ma di quali pericoli vanno parlando – spiega – abbiamo avuto tutte le assicurazioni dall’agenzia che aveva gestito il viaggio e dall’albergo che ci ospitava. Il cui titolare ci ha fatto notare, di fronte all’aggravarsi delle condizioni del tempo, che non c’era alcuna limitazione all’arrivo dei turisti o di gite e che l’eventuale disdetta all’ultimo momento avrebbe comportato il pagamento quasi per intero del soggiorno. Se fosse successo questo, non credo che i genitori avrebbero gioito. E’ chiaro che se fosse stato interdetto l’accesso non ci saremmo andati. Ma avute tutte le assicurazioni, abbiamo consapevolmente autorizzato il viaggio che ha regalato ai ragazzi un’emozione sicuramente unica. Vedere Venezia col fenomeno dell’acqua alta è uno spettacolo che credo si ricorderanno per sempre. Hanno visto poi la Biennale, almeno il primo giorno, e poi si sono concentrati sulla città. Non c’è mai stato nulla di men che sicuro negli spostamenti con i nostri professori sempre presenti. Nessuno dei ragazzi si è lamentato dell’esperienza, anzi i racconti che ne fanno sono entusiastici. Quindi – afferma il preside Rossini – mi chiedo quando si decideranno questi genitori che protestano a far crescere i loro figli? Quando comprenderanno che vale più un’esperienza unica come questa di Venezia con l’acqua al ta che mille parole sulla vita? Comunque sono curioso di ascoltare cosa mi diranno visto che hanno annunciato lettere e proteste. Li aspetto con la massima tranquillità».