Villa Fastiggi, donazione al carcere. Nuova pavimentazione per il cortile dove le donne recluse fanno sport

Uisp e Far costruzioni hanno dotato lo spazio interno di piastrelle anticaduta per le attività femminili .

Villa Fastiggi, donazione al carcere. Nuova pavimentazione per il cortile dove le donne recluse fanno sport

Villa Fastiggi, donazione al carcere. Nuova pavimentazione per il cortile dove le donne recluse fanno sport

La sezione femminile del carcere di Villa Fastiggi avrà da oggi il cortile interno per attività sportiva con il pavimento rinnovato, in materiale riciclabile e che attutisce le cadute. Questo grazie alla generosità della Uisp, Comitato territoriale di Pesaro e Urbino Aps in collaborazione con la ditta Far Costruzioni. L’iniziativa è stata presentata nella casa circondariale ed è di non poco conto: "Si tratta di un gesto di attenzione molto importante per chi vive la sua vita da reclusa", ha detto la direttrice Annalisa Gasparro, riferendosi alle venti donne che stanno scontando la pena e che, "quando hanno visto montare il nuovo pavimento, hanno subito chiesto di poterlo pulire. Dare un segno di umanità è molto importante, significa dire che se anche stai scontando una pena, puoi riabilitarti".

Andrea Farisello, responsabile di Far costruzioni, ha lavorato con la sua ditta un’ intera giornata, donando alle donne recluse uno spazio riqualificato: "E’ stato un gesto naturale che io e la mia azienda abbiamo voluto fare per chi è nel bisogno. E’ venuto spontaneo nel momento in cui, in sede di Consiglio Uisp di cui faccio parte, era emersa l’esigenza di riqualificare il cortile della sezione femminile per poter consentire alle ragazze di fare sport meglio e in un ambiente più bello". Perché, come ha ribadito la direttrice, "la bellezza aiuta a comunicare positività e voglia di ricominciare". Una intera giornata sotto il sole, passata a lavorare con i suoi operai e alla fine Andrea Farisello ha terminato l’opera, piastrellando, con materiale di riciclo eco pneus, il piccolo campetto dove c’è un canestro (senza rete) e dove si può fare ginnastica e giocare anche a pallavolo. "Sono queste le principali attività dell’Uisp – ha detto Mariassunta Bagnara, presidente di Uisp Pesaro-Urbino – che attraverso lo sport vuole aiutare chi sconta la pena a ritrovare se stesso. Uno sforzo non da poco perché occorrono risorse, sia per il materiale sia per retribuire chi viene dall’esterno a dare il suo contributo. Ma le soddisfazioni non sono mancate. Ad esempio uno dei reclusi ha frequentato il corso da arbitro fino a diventarlo, ha scritto pure un libro".

Insomma Uisp non fa miracoli ma quasi, se si considera l’importanza di un piccolo gesto per i carcerati. Lo ha evidenziato anche il presidente nazionale di Uisp Aps, Tiziano Pesce, sottolineando "la straordinaria vitalità del movimento marchigiano, una regione che sta dando tanto", e ringraziando la direttrice "per il concetto di bellezza che ci appartiene e che è importantissimo da comunicare". Ma niente sarebbe possibile senza il contributo delle educatrici, a cominciare da Enrichetta Vilella, direttrice dell’area pedagogica presso il Ministero della Giustizia, che ha ricordato "l’importanza dell’aspetto riabilitativo e rieducativo della pena", al fianco della educatrice Sofia Montrone sempre sul campo e di fianco alle ragazze.

Ma qual è la situazione del carcere di Pesaro e quanti reclusi ospita? "Attualmente – spiega la direttrice Annalisa Gasparro – sono 250 rispetto a una capienza di 153. La sezione femmminile ha 21 posti di cui 20 occupati, ma in passato siamo anche arrivati a 29. Questo significa che bisogna aggiungere letti in spazi stretti, togliendo intimità e centimetri ad altri, il tutto in una struttura senza aria condizionata ma solo con ventilatori in estate. Immaginatevi cosa può significare questo per un recluso o per una guardia giurata, con certe temperature. Senza contare che la persona che sconta una condanna, in caso di sovraffollamento, può chiedere e ottenere uno sconto sulla pena".

Davide Eusebi