Pesaro-Urbino, 2 luglio 2018 - Da vittima di uno stupro a indagata per procurato allarme. Perché in effetti si è inventata tutto la quindicenne che aveva raccontato sabato mattina alla polizia di essere stata violentata da un coetaneo – con la complicità di un amico di lui che filmava lo stupro con un telefonino: il tutto venerdì notte, dopo una festa, nella zona di Fermignano, anche luogo di residenza della 15enne. Di vero invece c’è solo che la quindicennne ha avuto un rapporto sessuale con un ragazzo, più o meno coetaneo, conosciuto durante la festa: ma quel rapporto sessuale – è stato appurato dai poliziotti e lei stesso lo ha alla fine ammesso – è stato consenziente e protetto. «E magari fossero tutti così», si lascia andare ad una battuta uno degli inquirenti, dopo un giorno intero di lavoro dedicato al caso.

La minorenne è crollata sabato sera, messa alle strette dai poliziotti – Squadra Mobile di Pesaro e commissariato di Urbino – che le facevano domande sempre più stringenti, non avendo trovato nessun riscontro dal racconto iniziale di lei. La ragazza infatti non aveva la minima idea di chi fosse il suo ‘stupratore’, tanto che aveva addirittura lanciato un appello su Instagram, ai partecipanti di quella festa: «Sapete chi era il ragazzo con la camicia blu?», tutto poche ore dopo il dramma, poi rivelatosi fasullo.

Mancate certezze anche dopo la visita ginecologica: non risultava nessuna ferita o lesione tali da poter chiaramente confermare la sua versione dei fatti. E così la ragazza, a un certo punto sabato sera, è crollata. Perchè si sia inventata di sana pianta lo stupro, questo ancora non si sa con esattezza. Ma per i poliziotti una spiegazione ci potrebbe essere: la ragazza forse pensava che qualcuno avesse ripreso in qualche modo con un telefonino quel rapporto, consumato in un anfratto poco lontano dal locale dove avveniva la festa. E temendo forse la diffusione del video, ha pensato che l’unico modo per difendersi e giustificarlo fosse inventarsi di sana pianta lo stupro. Così ha fatto. Corroborando il tutto – è emerso dalle indagini della polizia di sabato – anche con finte tracce: graffi, vestiti strappati ecc.. create da lei ad hoc per sostenere la messinscena.

La madre della minorenne è stata messa al corrente dai poliziotti, ed ha preso atto dell’invenzione della figlia. La quale, inevitabilmente, dopo aver non solo impegnato una intera squadra di poliziotti per tutta la giornata di sabato, ma anche creato un certo allarme sociale, verrà denunciata alla Procura dei minori per procurato allarme.