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15 apr 2022

Virus e riflessioni biomediche Canestrari pubblica un nuovo libro

L’autore, già docente di chimica biologica a Urbino, approfondisce il rapporto tra malato e malattia

Per chi ha a cuore un approccio alla scienza e alla medicina che sia consapevole del complesso rapporto tra la salute del corpo e quello della mente, esce in questi giorni in libreria "Virus, umani e la natura violata. Cronaca e riflessioni biomediche e sociali tra vivere e sopravvivere" (EIFIS, p. 313, 21 euro) di Franco Canestrari. L’autore, dai numerosi incarichi ricoperti e già docente di Chimica Biologica all’Università di Urbino, analizza il rapporto tra malato e malattia nel quale assume un ruolo decisivo quello sempre più diffuso di "multidisciplinarietà" nel quale le scienze umane si fanno protagoniste di una dimensione che aiuti a superare quella che è stata chiamata con particolare efficacia "infodemia", ovvero un bombardamento quotidiano di informazioni spesso in contrasto tra loro, che hanno avuto il risultato di disorientare lettori, ascoltatori e telespettatori fino a ottenere l’effetto controproducente di gettare discredito su quella informazione che avrebbe dovuto assumere per "autoritas" il ruolo di faro grazie al quale orientarsi nell’oscuro e periglioso mare della pandemia, accanto alla quale, non a caso, sono parallelamente aumentati i casi di patologie psichiche.

"La migliore arma contro la malattia è l’armonia" sostiene tra l’altro l’autore, dove per armonia si intende un complesso di equilibri nei quali entrano in gioco la spiritualità e la cultura, per scoprire che "se la scienza da un lato ci ha offerto tante opportunità di crescita personale e scientifica, dall’altro ha incrementato il nostro dogmatismo e al contempo il nostro scetticismo, facendoci dimenticare che oltre la materia siamo fatti soprattutto di energia e spirito".

Questioni che, specie di questi tempi, fanno discutere, ma è innegabile che il progresso dell’uomo, se ancora i recenti disastri e le prospettive climatiche che ci attendono consentono ancora di parlare di progresso, è avvenuto per la costante messa in dubbio delle nozioni acquisite. Purché poi si faccia la scelta giusta.

Tiziano Mancini

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