Vitri (Pd), "Con l'amianto non si scherza", 117mila € di contributi pubblici non utilizzati

La consigliera regionale Micaela Vitri mette in guardia sull'assurdità di 117.048,50 euro di contributi pubblici per lo smaltimento dell'amianto non utilizzati. Chiede alla Giunta di estendere l'ammissibilità per non sprecare risorse pubbliche.

Vitri (Pd), "Con l'amianto non si scherza", 117mila € di contributi pubblici non utilizzati

Vitri (Pd), "Con l'amianto non si scherza", 117mila € di contributi pubblici non utilizzati

Con l’amianto non si scherza: non bastano le buone intenzioni. "Quanto accaduto, purtroppo, è assurdo – mette in guardia la consigliera regionale Micaela Vitri (Pd) –: parte consistente dei 200 mila euro di contributi stanziati nel 2021 dal pubblico per agevolare lo smaltimento dell’amianto nella nostra regione non sono stati utilizzati. Più della metà, ben 117.048,50 euro sono avanzati e di conseguenza i relativi quantitativi di amianto non sono smaltiti. Per non sprecare risorse pubbliche, riguardo ai contributi per lo smaltimento dell’amianto – continua Vitri – la Giunta regionale deve estendere la platea degli aventi diritto. Rischiamo, altrimenti, ulteriori bandi inadeguati".

Vitri, per sollecitare un cambio di rotta ha presentato una interrogazione. "Per un’efficace attività di prevenzione e tutela dell’incolumità pubblica è necessario – spiega Vitri – estendere l’ammissibilità oltre al centro storico e alla periferia, anche agli insediamenti produttivi e alle zone agricole. Ho chiesto all’assessore Stefano Aguzzi di impegnarsi affinché non si ripeta quanto accaduto con l’ultimo bando pubblicato nell’aprile 2021. Parliamo di 117.048,50 euro non utilizzati e di conseguenza quantitativi di amianto non smaltiti, perché la Giunta ha stanziato contributi solo in alcune zone (zona omogenea A, B e C) e per piccoli quantitativi. Questo è inaccettabile. Siti abbandonati, come quelli di Monteciccardo, di Villa Betti e l’ex fabbrica Nava a Villa Fastiggi, hanno bisogno di aiuti concreti dalla Regione. Occorre, quindi, estendere l’ammissibilità a tutte le zone: oltre al centro storico e alla periferia anche agli insediamenti produttivi e alle zone agricole. A fronte di 125 domande pervenute per il bando, solo 73 sono state ammesse a livello regionale e solo 30 accolte a Pesaro Urbino. Ho esortato l’assessore: bisogna cambiare la norma di riferimento dei bandi".