Vuelle, l’obiettivo è puntato sui giovani. Luminati in azzurro prima di tornare al vivaio

E’ assistente di Sodini nella Nazionale Under 18 in partenza per gli Europei: "Dobbiamo fare leva sul loro desiderio di migliorare"

Vuelle, l’obiettivo è puntato sui giovani. Luminati in azzurro prima di tornare al vivaio

Vuelle, l’obiettivo è puntato sui giovani. Luminati in azzurro prima di tornare al vivaio

Terza estate azzurra per Giovanni Luminati, al raduno di Seregno con la Nazionale Under 18 maschile, assistente del Ct Marco Sodini. Chiamato nel 2022 da Capobianco, il coach degli Under 19 della Vuelle vive queste esperienze con molto coinvolgimento data la sua dedizione nel lavoro per il miglioramento dei giovani. E questi sono giorni caldi prima della partenza per gli Europei che si giocheranno in Finlandia, perché nel frattempo la prima squadra ha mancato la qualificazione alle Olimpiadi mentre gli Under 17 hanno vinto uno storico argento ai Mondiali. Come si vivono queste emozioni contrastanti in ritiro? "Il movimento azzurro è unito e compatto, dai più grandi ai più piccoli, quindi siamo passati dal dispiacere per la sconfitta della Nazionale senior contro la Lituania alla gioia per la medaglia conquistata dai ragazzi più piccoli, battuti solo dagli Usa. E’ convinzione di tutti che questi ragazzini hanno fatto un’impresa riuscita solo due volte nella storia azzurra, ma all’Under 19".

Ora questo patrimonio non va disperso: ma come si costruisce la carriera dei nostri talenti una volta fuori dal vivaio, meglio fare la gavetta giocando nelle minors o far parte del roster di una squadra di serie A per allenarsi coi migliori, a costo di non trovare spazio? "Domanda complessa perché non c’è una strada pre-costituita, ogni percorso va costruito sul singolo individuo. Certo, bisogna avere bravura e fortuna di avere occasioni e saperle sfruttare, ma anche persone che ti stiano vicine, il più possibile allineati ed equilibrati nelle idee da seguire. Soprattutto va cavalcato il loro desiderio di arrivare e la voglia di migliorare ogni giorno in palestra".

Avete tirato su Stazzonelli per poi vederlo partire, senza che abbia mai vestito la maglia della prima squadra: un peccato?

"Ma non è facile, pronti-via, avere spazio in serie A, anzi non è usuale. Questo non significa che fosse sbagliata come strategia per lui. Adesso Umberto andrà in B in una realtà di livello con un ottimo coach come Fabio Corbani e gli auguriamo le migliori fortune".

Invece Maretto sarà uno degli alfieri di Pino Sacripanti a caccia del ritorno nella massima serie: come lo vedi? "Fa piacere a tutti che sia rimasto nel roster di A2 della Carpegna Prosciutto. Ora è con la Nazionale Under 20 in attesa di sapere se sarà fra i convocati per gli Europei, è un ragazzo che merita, sta facendo bene ed è importante che faccia più esperienze possibili".

Di chi il merito della scoperta di questo talento e della sua italianizzazione? "Non solo mio. Ci avevamo giocato contro e così lo abbiamo invitato a fare la Next Gen con noi. Poi grazie ai suoi procuratori, al Loreto e a Costa, è stato possibile farlo giocare nell’Under 19 col doppio tesseramento e in questo contesto è stato notato dallo staff della Nazionale, che poi gli ha dato lo status di italiano".

Elisabetta Ferri