Yacht all’asta, società li rivendica. Finisce nei guai la liquidatrice

Al centro i beni della ex Dominator di Fano tra cui due scafi in vetroresina da 900mila euro

Yacht all’asta, società li rivendica. Finisce nei guai la liquidatrice

Yacht all’asta, società li rivendica. Finisce nei guai la liquidatrice

Era liquidatrice della società Yacht Production, già erede della Dominator yacht di Fano. Dovendo liquidare i beni, l’incaricata Simona Rabbi ha eseguito il mandato mettendo all’asta tutto quello che ha trovato in magazzino compresi due scafi in vetroresina del valore di stima risalente a qualche anno prima di 900mila euro. Effettuata la vendita tramite asta, ad un prezzo nettamente inferiore, sui 200mila euro, sono saltati fuori i presunti veri proprietari dei due scafi reclamando di riavere indietro le loro imbarcazioni insieme ai danni ricevuti.

E’ scaturito un immediato sequestro degli scafi a cui si è opposta la liquidatrice tanto da ottenere dal tribunale del Riesame il dissequestro degli scafi e la loro riconsegna agli acquirenti vincitori dell’asta. Nello stesso momento però, i presunti proprietari delle due imbarcazioni che si sono sentiti danneggiati hanno presentato querela contro la liquidatrice per appropriazione indebita aggravata dal ruolo. E’ seguito il processo e ieri si è svolta un’udienza. E’ stato ascoltato un testimone austriaco, perché i querelanti sono di Vienna, ma purtroppo l’interprete non poteva tradurre una serie di termini tecnici legaliti all’attività cantieristica e pertanto è stato necessario riaggiornare il processo a marzo quando l’interprete avrà avuto modo di approfondire i documenti ai fini della traduzione.

Secondo l’accusa, che riflette la denuncia presentata, i due scafi venduti all’asta dalla liquidatrice sarebbero appartenuti alla società viennese Nyrosten global export di Ernst Metzl di Vienna che controllava a sua volta proprio la Yacht production, ossia la società in liquidazione.

La parte civile, rappresentata dall’avvocato Raffaele Bergaglio, ha chiesto fin dall’udienza preliminare il pagamento dei danni subìti dal suo cliente vienese mentre la difesa (Valeria Bartocci di San Lorenzo in Campo) spiega: "Siamo di fronte ad un’accusa che poggia sul presupposto che gli scafi non fossero della Yacht Production, benché presenti nei libri contabili. Le accuse vanno dimostrate e allo stato attuale non vediamo titoli di proprietà che possano giustificare le pretese. Sulla vendita a 200mila euro, la mia assistita si è rivolta al mercato tramite un’asta. Non è colpa sua se il valore era diminuito". Udienza aggiornata.

ro.da.