Museo Oliveriano Pesaro
Museo Oliveriano Pesaro

Pesaro, 9 gennaio 2019 - Le volte a stella  che irradiano luce. Materiali forti, ma essenziali per reggere epigrafi romane come fossero opere di una pinacoteca. Per l’assessore Daniele Vimini, il progetto per l’allestimento del Museo archeologico Oliveriano, presentato in anteprima alla giunta e al cda dell’Ente Olivieri dallo studio di architettura Startt, offre un colpo d’occhio arioso e suggestivo. «Gli architetti hanno voluto fare un omaggio a Jannis Kounellis nella scelta dello stile essenziale e materico – conferma Vimini –. Hanno voluto utilizzare materiali poveri, ma resistenti per reggere ed esaltare la bellezza dei reperti archeologici. E’ una soluzione che mi ha convinto perché ottiene due risultati».

Quali?

«Dà, secondo me, visibilità alle epigrafi, riuscendo a valorizzarle».

E poi?

«Credo sia una soluzione molto efficace perché permette di esporre molti reperti, lasciando spazio al museo».

In che senso?

«Rispetto alla situazione precedente, quando c’erano le teche di vetro, queste occupavano gran parte della superficie calpestabile. Invece avendo quasi tutto a parete, ritengo che il percorso potrà risultare maggiormente visitabile».

Certo rendere agevole il percorso museale potrebbe facilitare la comprensione di un mondo familiare, ma oggettivamente lontano nel tempo. Se non ai tanti eruditi e studiosi quanto al visitatore neofita e curioso...

«Sì, condivido. E’ anche per questo che i progettististi, in collaborazione con Chiara Delpino della Soprintendenza, hanno inserito effetti di luci e proiezioni capaci di riprodurre ambientazioni storiche».

Di che genere?

«Ci saranno proiezioni video non certo spettacolari, ma utili ad eccentuare la rievocazione sobria dell’ambiente e contestualizzare ancora meglio l’esposizione museale».

Quindi addio alla classica impostazione con le teche?

«Non del tutto. La parte preromana, che non è inclusa nell’allestimento previsto con il primo stralcio di lavori per forza seguirà logiche diverse: le teche ci saranno. Nell’attuale progetto dedicato alla Pesaro romana e al collezionismo invece saranno ridotte al minimo».

Bene. Quando ipoteticamente i pesaresi potranno valutare personalmente il nuovo allestimento?

«Come già anticipato il bando da 265mila euro, è stato pubblicato: l’assegnazione è in calendario il 22 gennaio. I lavori termineranno a dicembre. Probabilmente piuttosto che inaugurare una parte sola a fine anno varrà la pena aspettare un paio di mesi in più e inaugurare anche la parte di Novilara».

I soldi previsti non sono spalmati in diverse annualità?

«No, sono tutti disponibili».

Quindi?

«A primavera del 2020 avremo il museo completamente ultimato».