Ricci e Vimini al museo Rossini
Ricci e Vimini al museo Rossini

Pesaro, 31 ottobre 2017 - L'Unesco ha decretato Pesaro 'Citta' della musica". L'ha annunciato su Facebook il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Un riconoscimento che giunge alla vigilia delle celebrazioni per i 150 anni dalla morte del compositore Rossini, che cadono nel 2018.
"L'Unesco a Parigi ha appena comunicato la vittoria della nostra citta'- dice Ricci -. Un risultato storico, un volano straordinario per lo sviluppo culturale e turistico".

Il sindaco parla di «svolta», alla vigilia del 150esimo di Rossini: «Finalmente il cerchio si è chiuso e ne usciamo notevolmente rafforzati. Perché il marchio dell’agenzia delle Nazioni Unite conferisce grande autorevolezza alla città». Ancora: «Abbiamo puntato fortemente sul settore in chiave turistica: ora la visibilità Unesco sosterrà in modo importante la nostra vocazione. Aprendo nuove prospettive anche in campo economico». Sulla designazione, secondo il sindaco, ha pesato il sostegno del governo: «La nostra candidatura è stata volutamente costruita con la presidenza del consiglio (l’ex premier Matteo Renzi firmò il patto con Ricci al teatro Rossini, nell’agosto 2015, ndr) e con il ministro Dario Franceschini, a cui esprimiamo la nostra riconoscenza. Era quindi pienamente rappresentativa del Paese. D’altra parte Rossini sarà l’ambasciatore della bellezza italiana nel mondo nel 2018».

«La città della musica - prosegue Ricci - doveva avere la musica. Sdoganarla in tutte le forme, comprese quelle leggere e popolari. Abbiamo moltiplicato le occasioni: in centro, nelle piazze, nei locali. Inserendola ovunque. E’ stata la nostra strategia e alla fine ha pagato». Sull’agenda: «Ora avanti tutta con la legge speciale del 150esimo già approvata in Senato, che approderà alla Camera il 20 novembre. Ma anche con il museo strutturale dedicato a Rossini che nascerà a Palazzo Antaldi. Forti del risultato raggiunto oggi, che valorizzeremo per fare conoscere sempre più Pesaro anche a livello internazionale. Le due dimensioni si legano». Nel frattempo il sindaco sarà a Parigi il tre novembre, nella sede dell’Unesco (riunita in questi giorni per la 39esima assemblea generale, ndr) in place de Fontenoy. Dove è in programma l’evento dedicato ai centri candidati, che sarà anche una prima vetrina per i vincitori.

Evidenzia il vicesindaco Daniele Vimini: «Un grande lavoro di squadra, ringrazio tutti i collaboratori e coloro che si sono battuti per questo risultato storico. Un grazie a tutte le realtà musicali della città, nessuna esclusa, che con la loro passione e il loro fare musica hanno reso possibile questo riconoscimento mondiale».   

Della rete Unesco, esclusi i nuovi ingressi, fanno parte 116 centri di 54 Paesi «che hanno fatto della creatività il tratto del loro sviluppo economico e culturale».Dopo la scrematura iniziale, per la chiamata 2017 in lizza per l’Italia restavano Pesaro e Genova per la musica, Milano per la letteratura, Alghero e Carrara per arte e artigianato popolare, Alba per la gastronomia. L’annuncio del direttore generale dell’agenzia delle Nazioni Unite Irina Bokova, oltre al dossier di Pesaro, premia anche quelli di Alba, Carrara e Milano. Le città entrano così nel novero ristretto dei centri italiani appartenenti alla rete Unesco delle città creative. Ovvero Bologna (musica), Fabriano (artigianato), Parma (gastronomia), Roma (cinema), Torino (design).